AUGURI DI BUON NATALE
Questo 2008 ormai è quasi alla sua conclusione e il nostro Gruppo Podistico, parte integrante del Club Alpino Italiano sez Pratese è orgoglioso dei risultati conseguiti in questo anno.
Ma il successo di quest'anno è dovuto a TUTTI VOI e alla gioia che ci avete regalato ogni volta che avete partecipato a qualche nostro evento.
UN GRAZIE a tutti i camminatori, i podisti, i cavalieri che hanno partecipato al "Da Piazza a Piazza"
UN GRAZIE a tutti i camminatori e i podisti che hanno partecipato alla "Notturna Prato-Bocca di Rio"
UN GRAZIE a tutti i podisti che hanno partecipato al "Da Sponda a Sponda"
UN GRAZIE infine a tutti gli amici che ogni anno ci danno una mano ad organizzare e gestire quella che ormai a tutti gli effetti è considerata una festa dell'appennino Pratese con oltre 300 iscritti a giro per i monti su un percorso bellissimo e storico di più di 75 km in due giorni.
LA VOSTRA VICINANZA E L'AFFETTO CHE NUTRITE PER LE NOSTRE MANIFESTAZIONI SONO LA PIU' GRANDE SODDISFAZIONE e ci invoglia ogni anno a migliorarci per cercare di rendervi sempre più desiderosi di vivere ed assaporare un po' della natura che i nostri monti e i nostri fiumi possono regalare.
Anno prossimo ci saranno grandi novità per il Da Piazza a Piazza che raggiunge la sua venticinquesima edizione (un record per noi):
- meno asfalto e più trail
- nuove iniziative per valorizzare il territorio e la Storia dei luoghi che visitiamo
- una caccia al tesoro ed altro ancora-webmaster-
FIRENZE MARATHON 2008
Ed eccoci alla fine della grande fatica di quest'anno. Chi arriverà in fondo tra me, Sabina e Ferruccio per vincere il Grande Slam 2008?
Considerato che ho quasi 4 ore di vantaggio sui due (babbo e figlia) ma tutti abbiamo completato le varie prove devo NECESSARIAMENTE FINIRE FIRENZE MARATHON o dirò addio alla Spalla offerta dal Presidente ç__ç
Le sensazioni alla partenza non sono delle migliori (pioggia incessante fino allo start, un po' di febbre e la disperazione nel dover fare ancora una volta l'unico evento che mi ero ripromesso di non fare più) ma ormai è in calendario e devo fare anche questa.
Alla partenza dico tra me e me: "ma perchè non ho messo nel programma del Grande Slam un'altra Maratona? una qualsiasi tanto più brutte di questa corsa qui non c'è niente". Dall'altra parte invece avevo Sabina e Ferruccio gasatissimi perchè adorano questa corsa e sentivano la gioia nell'essere vicini al completamento del grande Slam.
Ma poi torno a concentrarmi perchè ho tre obiettivi a Firenze: finirla prima di tutto, migliorare il mio personale ma anche raggiungere il traguardo delle 3h e 15min che mi sono autoimposto per cercare di distogliere il pensiero dalla noia di dover correre per Firenze.
Si parte e nei primi 6 km guadagno 1 minuto come previsto dato che siamo in discesa poi proseguo a ritmo costante fino al 13 km. A questo punto mi fermo la bellezza di 1 min e 46 sec. a ridosso di un albero per liberarmi da una vescica ormai enorme ma poco male tanto se ne ho nelle gambe cercherò di recuperare da ultimo.
Queste sono state le mie ultime parole famose perchè al 23esimo la Caviglia sinistra per cui tanto ho patito a Luglio e Agosto mi ha abbandonato: era come correre con un blocco di pietra al termine della gamba che, in fase di rilascio andava per conto suo senza seguire la linea del movimento di corsa.
Per un istante ho addirittura pensato di ritirarmi perchè mi rendevo conto che per altri 20 km non avrei mai retto una media di 4min e 36 sec /km rischiando di inciampare ogni metro ma poi mi si è stampata davanti agli occhi una scena: Sabina e Ferruccio che mi invitano a casa loro a cena e, con volto sorridente e affabile mettono in tavola la Spalla di Prosciutto che avrebbero vinto col Grande Slam e mi chiedono se vogliono assaporare una fettina ghignando sarcasticamente per il loro trionfo.
Bhè questa scena mi è bastata per dire dentro di me che Firenze l'avrei conclusa anche strisciando sui gomiti ma a loro non avrei mai potuto dare questa soddisfazione.
Ho quindi deciso di rallentare e questo mi ha permesso di controllare meglio il movimento. La crisi del 35esimo poi si è fatta sentire aggravando la situazione ma non sono mai andato più piano di 5:10/km.
Morale della favola ho raggiunto due obiettivi su tre: ho vinto il grande Slam 2008, ho migliorato il mio personale di 9 min circa ma non ho raggiunto l'obiettivo del tempo finale. Al traguardo sono passato in 3 ore 21 min e 01 sec.
Firenze si è dimostrata ancora una volta la mia bestia nera con i suoi continui cambi di direzione, le pendenze, la strada sconnessa nel centro cittadino e il purgatorio delle Cascine.
Niente da dire sui ristori, i luoghi attraversati e sull'organizzazione questo è poco ma sicuro. Gli organizzatori hanno ragione obiettivamente a vantare questa corsa come una delle più belle d'Italia ma personalmente la ritengo una delle più brutte corse che ho fatto perchè correre in città mi annoia tremendamente. Più brutta di Firenze c'è stata soltanto Roma nel mio palmares ma ormai chi mi conosce lo sa: nello Spirito Trail non c'è molto spazio per l'asfalto, soprattutto quanto è in centro cittadino!!!
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MARATONINA DI CIVITAVECCHIA 2008
Una giornata di sole con un clima stupendo nonostante fosse il 9 Novembre.
Ho conosciuto un bel gruppo podistico e nuovi amici (il Peter Pan di Roma) con cui abbiamo condiviso un pranzo degno di un Re a prezzi fin troppo popolari.
Ho concluso la Mezza Maratona classificandomi 2° di categoria per il trofeo "Enti Locali" e mi hanno dato pure una medaglia.Ecco qui, in due parole quanto di positivo è accaduto in quella Domenica ma se qualcuno mi dovesse chiedere se mi è piaciuta la Corsa devo essere sincero: Organizzata abbastanza male e su un percorso privo di punti particolarmente belli.
Un Continuo saliscendi (eppure eravamo sul livello del mare O_o) con ristori poverissimi (niente sali, solo Acqua) e posizionati in punti veramente poco consoni (addirittura il 16km aveva un ristoro a metà di una salita che per chi camminava non dava alcun fastidio ma per chi stava tirando ti stroncava il fiato). Inoltre il passaggio più "bello" è stato nel centro di Civitavecchia (1 km A/R) per poi lasciare il posto alla zona industriale e alla Centrale Elettrica alla Homer Simpson. Bhè alla fine che dire: son contento di averla fatta perchè ho raggiunto un bel risultato ma da qui a dire che la correrò anche anno prossimo ce ne vuole!!!
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ECOMARATONA DEL CHIANTI 2008
Ricordo con piacere la telefonata di due anni fa tra il sottoscritto e Vincenzo (organizzatore dell'Eco del Ventasso) in cui mi diceva che a breve doveva venire in Toscana e più precisamente nel Chianti, ad aiutare un gruppo di volenterosi ragazzi nell'organizzazione di una Ecomaratona che sicuramente sarebbe stato un "Successo Preannunciato". E come dargli torto?
Su questa corsa non basterebbero pagine e pagine per descrivere tutti gli aspetti ad essa collegata. Addirittura, nonostante chiunque sappia quanto sia critico, quest'anno (la seconda edizione) mi sono trovato difronte ad un evento pressochè PERFETTO dove il massimo della pecca che sono riuscito a trovare sta nel fatto che al 38esimo km era stato messo accidentalemente un cartello che riportava la scritta 37esimo.
Nelle scorse settimane mi sono trovato molto spesso a discutere con gli amici di Spirito Trail sul considerarla o meno Ecomaratona visto che non si toccano dislivelli e altezze s.l.m. considerevoli. Bhè il mio giudizio ovviamente è di parte perchè da buon toscano la reputo Eco forse anche a maggior titolo di molte altre dove sulla distanza totale ti trovi a percorrere anche diversi km di asfalto. Qui, tranne brevi sprazzi di manto bituminoso, si correva esclusivamente in ambiente naturale, un ambiente che, a mio avviso, è tra i più incantevoli del mondo.
Non a caso infatti, nel circuito delle Ecomaratone è quella che vanta il maggior numero di iscritti tra cui, quest'anno anche molti stranieri. Ma il grande successo non è solo legato al nome "Chianti" che invoglia quasi naturalmente a passare un bel fine settimana in queste zone tra persone dal calore unico ma certamente è da attribuirsi anche alla difficoltà contenuta della corsa che rappresenta quasi una via di mezzo tra una Eco come ad esempio i Cimbri e una Maratona per stradaioli
Del resto i valori che mi ha restituito il GPS parlano chiaro: 42,095 mt per un dislivello di +1.268,1 e -1.268,2 sono una bella via di mezzo tra una maratona in piano su asfalto e una eco in montagna. Alla fine credo proprio di poter dire senza presunzione alcuna che una ecomaratona come il Chianti, se non c'era si doveva inventare, perchè è sicuramente il più bel gradino di avvicinamento al nostro sport (il trail running) che si potesse utilizzare. Se poi a questa si uniscono dei perfetti "valori aggiunti" quali ristori perfettamente distribuiti e adeguati alle necessità, una giornata limpida che ti permette di assaporare un paesaggio incantevole e passaggi attraverso vigneti e uliveti nel cuore del Chianti direi che gli ingredienti ci son tutti per avere un successo assicurato.
Del percorso si può certamente dire una cosa: sarà anche la più leggera del circuito ma è una corsa che non ti permette di prendere mai un ritmo costante per lunghe distanze. E' un continuo saliscendi che ti prova fortemente a livello muscolare con alcuni tratti anche dell'ordine del 10-15% di dislivello.
I paesaggi poi sono la parte più splendida della corsa, tanto belli da coinvolgerti e ammaliarti. Ci sono cascinali sperduti nelle immense colline senesi e piccoli borghi così pittoreschi da farti tenere per buona parte del tempo gli occhi staccati da terra a mirare l'orizzonte. Castelnuovo Berardenga, con il suo piccolo borgo e la sua storia impregnata di sport grazie all'Eroica, è senza dubbio un punto perfetto per iniziare e finire questo anello di 42 km ma posso assicurarvi che anche Villa a Sesta e San Gusmè posso lasciarvi a bocca aperta.
Quest'anno poi ho potuto godermi un week end intero per quei luoghi fermandomi a mangiare in osterie e ristoranti deliziosi (i pici alla salsiccia sono a questo punto diventati uno dei miei piatti preferiti) e tra il sabato e la domenica ho potuto salutare tantissimi amici che hanno avuto modo di riconoscermi per il Da Piazza a Piazza o per il forum di Spirito Trail. Ho conosciuto finalmente Mudanda, Vallese, i Cimbri boys, Mitico e tantissimi altri...
Grazie ragazzi perchè il trail, la montagna, gli ambienti naturali sono un bene immenso e sapere che ci sono persone come voi che lo sanno apprezzare e valorizzare non può che rendermi felice e orgoglioso di appartenere al gruppo di Spirito Trail!
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TRAIL DELLE FORESTE CASENTINESI
E' il 14 Settembre 2008 e sono alla partenza della prima edizione del Trail delle Foreste Casentinesi.
il ritrovo è fissato per le ore 8.30 in Piazza di Badia a Prataglia, importante centro all'interno del Parco Nazionale. Un po' di breafing e alle 9.30 la partenza per questa prima, bellissima, bagnata edizione della corsa. I partecipanti non erano moltissimi (138 iscritti) ma non c'è da meravigliarsi visto che, nonostante gli stupendi sentieri che ci regalano le nostre montagne, sono pochi coloro che si cimentano nelle corse in montagna. Nel dire pochi però ammetto di avere un pizzico di orgoglio perchè non sono percorsi adatti a tutti e le condizioni del fondo, bagnato e con scarsa visibilità per la nebbia in alcune zone, rendono molto selettiva una gara che a primo acchito potrebbe sembrare quasi banale.
Del resto gli oltre 18 km che dagli 830 metri di altitudine della piazza del paese casentino portavano ai 1397 metri di Poggio 3 Confini attraverso un percorso ad anello che abbracciava l’Eremo di Camaldoli permettendo di ammirare gli splendidi scorci di una delle più affascinanti e lussureggianti foreste d’Europa diventano molti di più quando devi fare estremamente attenzione a dove metti i piedi.
La maggior parte dei podisti erano "stradaioli" e lo si vedeva molto bene non solo dall'abbigliamento ma anche dalle numerose culate che ho visto battere alle persone. Ma qualche sano trail runner c'era, soprattutto i miei amici di Spirito Trail con i quali poi ho potuto godere di un pranzo in allegria. Ho rivisto volti noti (Jack, Giovanni e famiglia, il Brogioni e la Cri oltre al buon Rundiamo62) ma ho potuto conoscere anche persone con cui fino a quel momento avevo potuto scambiare solo qualche messaggio via internet (bellissima la famiglia di Ste con Elia a far da padrone nonostante abbia appena 2 anni).
Del percorso che dire se non indescrivibile, come piace a me (un po' contrario alla maggior parte) ovvero completamente immerso nella fitta vegetazione con alberi altissimi che ti facevano quasi perdere il senso dell'orientamento e quella nebbiolina, quell'umido della pioggia che ti penetra dentro e ti fa sentire parte integrante dell'ambiente montano. CHE SPETTACOLO!!!
Poco asfalto, anzi pochissimo e tanti saliscendi da prendere con le dovute precauzioni per evitare improvvise cadute per la perdita di aderenza. venendo poi da una serie di incidenti a caviglie e ginocchi preferivo evitare di sbraciolarmi per terra.
Anche il ristoro finale e il pacco gara, insieme ai premi a sorteggio, sono stati degni di un grande evento. Veramente bello e da rifare. Anche perchè sono sicuro che quelle piccole migliorie necessarie il prossimo anno verranno fatte senza alcuna difficoltà. Nel dire questo penso alla posizione dell'ultimo ristoro dislocato in un punto in discesa dove difficilmente ti fermi, alla mancanza di un ristoro in vetta al Poggio 3 Confini e anche al fatto che la segnaletica deve essere meglio evidenziata per evitare che le persone sbaglino sentiero come è capitato (magari due colori diversi per la competitiva e per la non competitiva).
Morale della favola: quasi 19km e +1.097,7 / -1.113,9 di dislivello!
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UN PO' 'N POGGIO 2008
Bella, bella e ancora bella. Non ho altre parole per definire quella che a mio giudizio rappresenta la più bella corsa che ho fatto nella nostra zona.
Qualche km di asfalto e tantissimi km di sterrato hanno animato questa avventura che ci ha portato in alcuni degli ambienti più suggestivi della valle del Bisenzio. Non me ne vogliano gli amici lucchesi ma secondo me questa corsa è superiore anche a Porcari anche se i ristori non possono essere neanche paragonabili.
E parliamo subito dei ristori: ben curati e pieni dell'essenziale (frutta, acqua, zuccheri e the) ed anche del superfluo che non fa certo male a chi, contrariamente al sottoscritto, ha deciso di passeggiare con tranquillità. Al ristoro del 15esimo mi sono trovato davanti ad una scelta difficile infatti: continuare a correre alimentandosi dello stretto necessario o fermarsi a mangiare un bel toast con Uovo all'occhio di bue? magari aggiungendo anche una bella cioccolata calda o Latte e menta? domanda veramente difficile ma ho dovuto veramente superare me stesso per riuscire a continuare a correre. Morale della favola non possono essere confrontati con i ristori di Porcari, estremamente più particolareggiati, ma vi assicuro che in zona non se ne vedono di ristori così belli.
parliamo allora della corsa: 26 km REALI (il mio GPS dice 25,870 km) di strade incantevoli tutte in sinistra di Bisenzio. La partenza è da Piazza Mercatale e subito si comincia a capire cosa ci aspetta perchè in meno di un km ci troviamo ad affrontare la salita dei Cappuccini. Sarebbe bello fosse finita lì ma ahimè la strada continua a salire costantemente attraversando Filettole, proseguendo per la via che porta a Valibona e arrivando fino a Faltugnano.
Da qui si procede verso Fabio e si sale ancora per un po' fino a che non ci si trova difronte ad una discesa veramente difficile su asfalto che porta all'altezza della Tignamica in prossimità della linea ferroviaria FI-BO.Da questo punto un cristiano normale penserebbe che non ci sia niente di male a proseguire tutto lungo pista ciclabile per tornare a Prato ma ahimè, i simpaticoni dell'organizzazione hanno ben pensato di dare un significato pieno al titolo della manifestazione. Ed eccoci quindi difronte ad una nuova ascesa fino a gamberame che attraverso continui saliscendi ci porta finalmente alla zona del Ponte Datini che segna la fine delle ostilità montane. Adesso mancano soltanto gli ultimi due km e poi finalmente siamo arrivati (con un tempo di 2 h 26' 24'' che dovrebbe dirla lunga sulla difficoltà del tracciato dato che la Maratona di Roma l'ho corsa tutta con un passo di circa 50'' più veloce)
Ahimè la mia conoscenza di quesi posti non è tale da sapere il nome di ogni località ma vi assicuro che si attraversano luoghi veramente incantevoli che poco o niente hanno da invidiare a quelli proposti dal circuito delle tre provincie.
Volendo fare un appunto a questa edizione direi che l'organizzazione, fermo restando la bellissima assistenza fatta durante tutto il percorso, ha un po' peccato quando si trattava di punzonare gli atleti lungo il percorso penalizzando di fatto la correttezza per quanto riguarda il campionato stramarciatore. Per il resto non posso che fare i complimenti.
Certo non c'è paragone neanche con Da Piazza a Piazza che, a mio giudizio, rappresenta la più bella manifestazione dell'appennino centrale per quanto riguarda la montagna ma è comunque in grado di reggere il confronto di qualsiasi altra manifestazione sportiva della zona.
Morale della favola do un bel 8/10 a questa corsa e spero di poterla fare anche negli anni avvenire.
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SKY-RACE DELLE APUANE 2008
Al di là di ciò che è accaduto mi sembra doveroso parlare di questa corsa, vuoi per il lato dell'ambiente naturale offerto, vuoi per cercare di dare una sorta di "aiuto" a chi affronterà questa avventura nelle prossime edizioni.
La mia esperienza comincia con il parcheggio agli impianti di Gallicano. Si lasciano le macchine e con un servizio navetta veniamo portati a Fornovalasco per la partenza. Lungo la strada, a sinistra, è possibile vedere una splendida diga ricavata dal taglio delle montagne e poi, giunti a Fornovalasco, si può visitare un paesino tanto piccolo quanto incantevole e suggestivo. Le premesse ci sono tutte ed il fatto che ovunque mi giri le strade puntano verso l'alto mi fanno capire che qui sarebbe bene fare un minimo di riscaldamento o prenderla sul tranquillo all'inizio. Scelgo la seconda strada e, vista l'assenza di idee bellicose in questa corsa che non conosco, ho fatto la scelta più giusta. Anche perchè la partenza è attraverso un piccolo arco che porta ad un sentiero single tracker.
Da questo punto parte una continua salita in mezzo al bosco con pendenza costante che, ad energie ancora fresche, risulta corribile su tutta la tratta anche se con buon dislivello. Ma gli alberi sono destinati a finire e arrivi su crinale e da qui capisci perchè le Apuane sono chiamate Alpi anche se i portabandiera del CAI Sede Centrale denigrano tanto questa denominazione. Intorno a te immense montagne dalle vette tipicamente dolomitiche che cadono quasi verticalmente verso la Piana Viareggina.
E' sicuramente giusto soffermarsi un attimo ad ammirare questa incantevole visione ma si deve proseguire. Parte dunque un passaggio in cresta dal panorama mozzafiato e corribile quasi ovunque che porta fino ad un pezzo storico delle apuane: il Monte Forato. Che sensazione stupenda passare accanto all'arco che contraddistingue questo monte!!!!
Da qui comincia la discesa verso il Rifugio del Freo che rappresenta uno dei punti più tecnici in quanto ci sono vari passaggi su roccia attrezzati con corda. A prima vista non sembrano troppo impegnativi e si riesce a superarli abbastanza bene ma, e ormai la realtà ci è testimone, questo tratto può essere fatale [un pensiero va al nostro amico Giuseppe ed in particolare alla famiglia che lascia... forza sempre e comunque!!!]
Una volta giunti al Freo è bene sostare un attimo a recuperare le energie perchè ormai il cancello delle 2h e 10' è superato e, dopo aver percorso per un brevissimo tratto lo stesso sentiero che ci ha portato al rifugio, inizia la salita più dura, quella che porterà, dopo una tremenda rampa, in cima alla Pania della Croce. Su questo punto non si può dire altro se non rimanere con la bocca spalancata ad ammirare il paesaggio e le gigantesche montagne tipicamente dolomitiche che si vedono.
Bene fermarsi un attimo a riprendere fiato e prepararsi però perchè da questo punto comincia la discesa attraverso la Valle dell'Inferno ed il suo nome è abbastanza azzeccato visto che la discesa è estremamente tecnica almeno per il primo tratto con rocce prive di qualsiasi stabilità.
Lasciata questa aspra Valle si giunge al rifugio Rossi e da qui di nuovo giù, attraverso boschi alternati a leggeri tratti di mulattiera e asfalto fino a 2 km dall'arrivo [in tutto sono 11 km di discesa continua che può portare facilmente ad errori e che ha fatto diversi infortunati all'arrivo con cadute anche rovinose tra cui quella del sottoscritto].
A 2 km ci si trova davanti ad un muro in salita dove i crampi silenti si fanno alla fine sentire per chi è poco allenato o come me esce da una 42 km la settimana prima e si è ritrovato a fare gli ultimi 10 km zoppo con dolori al ginocchio rovinato da una caduta. Ed infine si raggiunge l'asfalto, l'ultimo km di asfalto che passando davanti alle Grotte del vento [attrazione turistica del luogo] ti porta fino a Fornovalasco dove un ottimo ristoro attende coloro che hanno concluso questa grande fatica.
4h e 3' è il mio tempo ma la prossima volta ci metterò molto di più. Forse non mi basteranno 10 ore ma per lo meno potrò fare tantissime foto armato di zaino, bastoncini e scarponi. E' stata una esperienza particolare, forse estrema, ma che mi ha segnato profondamente.Un ultimo consiglio per coloro che vogliono correre questa skyrace: non si tratta di un percorso semplice e anche le persone più esperte possono farsi male come è capitato al sottoscritto o anche peggio come, la sfortuna ha voluto per Giuseppe. Evitate di bloccare il passo di chi vi è dietro se vedete che questo va più veloce di voi, l'agonismo si sa prende il sopravvento e si prova quindi a superare appena si apre un varco ma non è un sentiero che lo permette con estrema facilità. La scivolata è sempre in agguato e quindi per la vostra e l'incolumità altrui è bene pensarci. Gli ultimi 14 km poi sono molto tecnici quindi state attenti a buttarvi a capofitto in discesa soprattutto se non siete abituati a questo tipo di percorsi.
Le Skyrace, le Skymarathon, il Vertical Km o anche le UltraTrail [scusate il termine miei cari francesi dal copyright facile] non sono corse adatte a tutti soprattutto a chi crede di trovarsi per strada. Al primo posto va sempre messa LA SICUREZZA DEGLI ALTRI e solo successivamente il vostro Spirito Agonistico. Ricordatevelo
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ECOMARATONA DEL VENTASSO 2008
era il 9 Luglio 2006 e l'Italia giocava la finale del Campionato Mondiale. Ero appena tornato da un piccolo paesino dell'Appennino Reggiano (Busana) ed ero stanco si, ma felice. Felice perchè dopo 1 mese e mezzo dalla prima volta che avevo messo un paio di scarpe da running ai piedi, avevo percorso la mia prima maratona... pardon ECOmaratona
ed ero così entusiasta, distrutto ma felice di aver corso il Ventasso
è il 13 Luglio 2008, e dopo due anni sono nuovamente a Busana.
2 anni di esperienza, qualche maratona, un po' di corse in montagna e tanti ricordi; ricordi di unione, festa paesana, splendida organizzazione e tanta sofferenza sul percorso.Il Sabato è stato semplicemente splendido, una cornice stupenda con tantissimi volontari (stupendi volontari), che ti stanno vicini e ti coccolano nel miglior modo possibile. In fondo l'ecomaratona del ventasso è, per le persone del luogo, la FESTA DELL'ANNO. Ovunque trovi giovani e anziani che ti accolgono con gioia.
E, come accadde due anni fà, il buon Vincenzo, insieme alla Rosy e allo speaker (veramente in gamba oserei dire) informano e danno le necessarie avvertenze sul percorso del giorno dopo. E quando Vincenzo puntualizza più volte sul fatto che questa è una Ecomaratona mi si apre il cuore. Qui vige la regola del "NON ABBANDONARE I RIFIUTI" come più volte menziona al microfono.
Raccomandazioni sulle scarpe da usare, raccomandazioni sulla difficoltà del percorso, raccomandazioni verso i maratoneti cercando di imprimere nelle loro menti il fatto che le loro tabelle, i loro lunghi, le loro medie al km QUI non hanno motivo di esistere.
MI SENTO A CASA, un mondo diverso dalla corsa su strada, un mondo dove non è il passo che fa la differenza ma la "sensazione".
E come dimenticare i numerosi Spirito Trail finalmente legati a tratti somatici piuttosto che a un nick name.Mi sono dilungato troppo forse ma del resto la parte secondo me più bella di questa manifestazione è l'Atmosfera che si respira, che la rende unica. E con questa piacevolissima sensazione si arriva finalmente alle ore 8.30 della domenica mattina
Non parlerò della mia prestazione perchè non ne sono molto entusiasta: ho migliorato di 22 minuti la precedente prestazione ma una colazione sbagliata, gli sbalzi termici nell'attacco al ventasso, il successivo conito di vomito nei pressi del lago per la congestione rimediata e la difficoltà di alimentarmi nei successivi ristori mi hanno certamente limato.
Parlerò invece di un percorso che spesso viene sottovalutato ma che fa pagare il conto tutto insieme.
La partenza è tra gli applausi del pubblico che ti seguono per tutto il giro del paese, poi si comincia.
Un sentiero con continui saliscendi (mangia e bevi come li chiamano alcuni) ci accompagna tra Busana e Cervarezza (circa 6 km). Simpatica è l'iniziativa proposta dagli organizzatori che regalan,o ai primi 3 che passano sotto il traguardo di cervarezza ai rintocchi delle campane alle ore 9, una cassa di bottiglie di vino.Da qui si affronta un tratto asfaltato fino a raggiungere il ristoro del Camping. Un trio di musicanti Iralndesi ci accolgono con lo splendido suono delle cornamuse (molto carina la ragazza che suonava). Breve ristoro e poi si affronta un tratto in leggere salita pedalabile seguito da una discesa costante fino a Busana (siamo a 11 km)
La discesa continua e attraverso il bosco e attraversamenti di ruscelli ricomincia a salire, prima con fare molto lieve fino a Nismozza e poi rincarando la dose fino alla vetta del Ventasso. E' quello che viene chiamato "il tirone" e rappresenta sicuramente il primo momento in cui gli stradaioli devono fare i conti con le loro tabelle e i loro riferimenti. Dal Ventasso comincia una discesa su sassaiola che porta ad uno splendido lago da cui comincia la seconda, tremenda anche se corta, salita che finisce di distruggere i sogni degli amanti del 3.30/4.00 al km
Il panorama in questo tratto da il meglio di se e accompagna i runners nella discesa che porta al ristoro del 27°km.
La stanchezza si fa sentire e i successivi 4 km di asfalto possono essere di respiro per alcuni o di sofferenza per altri
Ma alla fine una deviazione a sinistra ti riporta su terreno che scendendo giunge a Montemiscoso. Un breve sosta e poi cominciano gli ultimi, lunghissimi, 12 km.
Un saliscendi continuo che dopo 8 km e un po' di scalini ti riportà al ristoro del Camping incontrato al 6° kmOk, da qui gli ultimi 4 km sono già conosciuti perchè ripercorrono un tracciato già fatto ma vi assicuro che affrontarlo con 6 km sulle gambette o con 38 km fanno tutta un'altra impressione
Volendo fare le somme alla fine sono giunto al traguardo stremato (più per il malessere fisico che non per la fatica), ho coinvolto la mia ragazza, suo padre ed un amico che hanno amato immediatamente questo genere di corse ringraziandomi per aver loro fatto conoscere questo modo di vivere la corsa ed infine ho conosciuto nuovi amici e incontrato vecchie conoscenze.
sono stati si 42.195 mt (circa 7.500 mt di asfalto) e con un dislivello di +2.062 mt/-2.062 mt
ma la cosa importante è che
sono ancora oggi entusiasta, distrutto ma felice di aver corso il Ventasso
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MARATONINA DI PRATO 24-03-2008
Ovvia giù, è arrivato il grande giorno!!! Finalmente si corre la Mezza a Prato, e c’è tutta l’emozione come fosse la prima gara. In realtà non lo è, ma visto che ho ricominciato a correre solo a Gennaio c’è questo sapore.
La giornata non è delle migliori per correre, il cielo è plumbeo e l’aria profuma di pioggia, ma la corsa si svolge con qualunque condizione metereologica, quindi… inforco il cappellino, gli occhiali e le mie scarpe e mi preparo!
La condizione fisica è purtroppo scarsa. La sciatica mi ha tenuto fermo 3 settimane. Quella precedente la corsa, poco running, solo 3 sedute brevi in palestra e con tanta paura di farsi ancora male (accidenti agli incidenti alla schiena). Ma ormai mi sono iscritto, ho pagato i €10,00, e la corsa va fatta in tutti modi è questione d’orgoglio!
Dopo un breve riscaldamento è l’ora della partenza. Viale Piave è pieno di podisti, pubblico scarso vista la pioggia, ma si vedono tanti amici, vecchie conoscenze, e quello lì che non ti saresti mai aspettato di vedere con le scarpe da running ai piedi pronto per una mezza! Che bel mondo il podismo. Si parte sotto una leggera pioggerellina e mi affianco ai palloncini celesti da 1 ora e 55 (avevo detto di farla in 2 ore, ma mi sento bene…). Il primo km è da record (4’58”, questi palloncini corrono un po’ troppo…), e la pioggia non smette. Si attraversa Prato, si passa vicino a casa della fidanzata, dentro le mura, di nuovo davanti al Castello dell’Imperatore, il Comune, San Domenico con il primo ristoro. Qualcuno applaude, qualcuno ti guarda stralunato, e purtroppo la classica nota dolente: gli automobilisti che non sanno aspettare e suonano il clacson rumorosamente non per incitare ma per inveire!!! Ma coi miei compagni di corsa non abbiamo orecchi altro che per il nostro passo! A proposito di passo, qui si continua a guadagnare secondi sulla media, al 9° km siamo quasi un minuto avanti e i palloncini decidono che è giunto il momento di darsi una regolata e rallentare. Urge una decisione: continuo con loro e rallento o vado per i fatti miei? Prevale la seconda scelta, sono troppo carico, so che ce la posso fare!!! E allora via per una cavalcata solitaria al grido di: “un altro km, un altro km!” E i km passano! Ponte Petrino, Viale della Repubblica, la declassata con le sue rotonde e i sottopassi (ganzo, un s’era mai fatta a piedi!), e via di nuovo per il centro per l’ultimo giro, proprio mentre arriva la terza classificata della gara femminile (il vincitore è già passato da un pezzo… ma in fondo l’importante è terminare la corsa) e io ho ancora 7 km davanti. Il passo è buono, siamo sui 5’10” e i palloncini gialli dell’ora e 50’ sono lì davanti, la tentazione di riprenderli è forte, ma ho già visto troppi infortunati e non voglio rischiare, in fondo l’obiettivo è di arrivare al traguardo. Intanto la pioggia ha smesso e si corre più volentieri. Siamo quasi in fondo, si gira sul ponte Datini, si prosegue per la Pietà e fino alla Stazione e si rientra verso viale Piave. Ci sarebbe l’ultimo km e il rush finale, ma le gambe dicono che non è il caso, meglio accontentarsi! Tagliano il traguardo i palloncini gialli e, rabbia!, poco dopo anch’io! 1:51:12 tempo ufficiale, 1:50:57 quello rilevato col mio fedele cronometro. Non male, sono contento e abbastanza soddisfatto, l’obiettivo principale è stato raggiunto, ma le gambe sono diventate pesanti; sarà meglio correre ai ripari con dello stretching ed un bel massaggio cinese, offerto dall’organizzazione! Già, l’organizzazione: bravi! Si può migliorare, certo, ma perché stare lì a vedere cosa non andava, quando hanno fatto passare una bella (peccato per il meteo avverso…) mattinata a 1000 appassionati podisti? Avanti così!
Buona corsa a tutti!
MARATONA DI ROMA 16-03-2008
Dopo lunghi mesi di preparazione seguendo una tabella da 3 h e 30 min sono finalmente giunto a Roma.
La forma fisica della vigilia non è certo delle migliori a causa di tosse e raffreddore che mi sono beccato il giovedì sera ma tra un pianto ed un lamento ormai è arrivato il giorno fatidico.Alle 8.30 mi incanalo nella fascia di partenza (la "B") e subito resto meravigliato dall'organizzazione dell'evento. A dividerci dal gruppo successivo di podisti c'è un cordolo di militari che presidiano una linea immaginaria: VERAMENTE BELLO!!!
La temperatura ed il cielo sembrano estremamente favorevoli con nuvole che coprono il sole e temperature abbastanza alte. Non sembra proprio che le previsioni romane di RAI TRE che davano pioggia l'abbiano azzeccata (per fortuna aggiungerei)
Partono prima i Diversamente Abili e poi i Retrorunners, novità assoluta in fatto di maratone. Successivamente sarà la volta nostra ed infine quella dei fitwalker (Anch'essi alla prima esperienza ufficiale sulla 42 km). Lo start è diverso da quanto mi aspettavo perchè il colpo di pistola è stato sostituito da un motivetto che con un conto alla rovescia dà il via a queste 26,2 miglia di corsa.
La mia preoccupazione più grande, i sanpietrini, viene subito confermata nei primi 3 km della corsa. Correre su quel suolo irregolare ma soprattutto duro rappresenta uno scoglio anche per me che sono abituato alle Ecomaratone. Fortunatamente però dopo 15 minuti di agonia lasciamo quell'incerta pavimentazione per una più congeniale strada asfaltata.
Da questo punto comincia una corsa che sinceramente si è dimostrata quanto mai scadente dal punto di vista estetico (quasi esclusivamente strade di periferia e deviazioni dovute alla domenica delle palme nello Stato Vaticano), dal punto di vista dell'atmosfera (ben pochi incitavano nonostante si fosse nel gruppo delle 3h e 30min) e dal punto di vista del percorso (stradine strette per un fiume di 15000 podisti). Tant'era la difficoltà del ristoro a causa del numero di podisti che ho preferito allungare il passo rispetto al palloncino celeste (3h 30min) per poi ricominciare a viaggiare a 4:45 min/km una volta guadagnato 1 minuto sul gruppo: questa soluzione comunque ha dato i suoi frutti perchè mi ha permesso di rifornirmi senza troppi problemi lungo il tracciato pur costringendomi a perdere il riferimento del palloncino.
A limitarmi il disagio ci hanno pensato comunque un'organizzazione di altissimo livello con postazioni di ristoro e di spugnaggio sempre ben curate e pronte a rispondere alle esigenze dei podisti, i retrorunners (spesso a rischio di caduta nella loro marcia a causa di podisti incapaci) che hanno dato un tocco di originalità al percorso, Linus di Radio DJ che mi ha tenuto compagnia dal 14° al 26° km e Richard Whitehead (inglese, disabile privo delle gambe che correva con protesi fino all'altezza bacino) con cui ho scambiato qualche battuta al 28° regalandomi un momento che non dimenticherò mai nella mia vita.
Poi è arrivato il 30° e l'attraversamento del Tevere per la tratta del ritorno e da questo momento in poi sono cominciate le vere difficoltà:
-il vento si è messo a tirare contro portandomi a consumare molte energie per mantenere una media di 4:40 min/km
-la strada proseguiva con alcuni saliscendi affaticando ancora di più i muscoli già provati
-dal 33°km siamo entrati in città e per tutta la rimanente tratta abbiamo dovuto affrontare i temuti sanpietrini che mi hanno messo veramente in difficoltàin pratica mi sono ritrovato ad entrare nella fatidica crisi del podista intorno al 40° km. Da quel punto ho ulteriormente rallentato con i piedi doloranti per il contuo martellare sulle dure pietre della pavimentazione romana. A dare il colpo di grazia è stata l'ultima salita intorno al Colosseo che sembrava non terminare mai, in pratica nel giro di 7 km avevo perso circa 2 minuti sulla tabella di marcia (il passaggio dei 35km segnava 2h 52 min e 23 sec). Ma quando ero al 41,700 km mi sono visto affiancare dal palloncino delle 3h e 30' che gridava dietro di se:"forza, andiamo, andiamo". Mi sono detto:"No ca**o sta arrivando il palloncino" e a quel punto ho ritrovato la forza per affrontare quegli ultimi metri sui sanpietrini e tagliare il traguardo prima del fottutissimo palloncino chiudendo in 3 ore 29 minuti e 35 secondi (3h29'07'' Real Time)
Alla fine sono riuscito a raggiungere l'obiettivo che mi ero prefisso fissando quello che ad oggi è il mio personale.
Volendo comunque fare un riassunto di questa Maratona posso dire questo:
- 42km estremamente fisici a causa dei sanpietrini e delle strade non certo scorrevoli
- 42km difficili anche dal punto di vista psicologico perchè l'atmosfera ed i paesaggi non ti aiutano ad affrontare la corsa con giusta motivazione. Il centro cittadino rinfrancherebbe ma la pavimentazione sconnessa non ti da tregua
- un'organizzazione stupenda con ristori sempre all'altezza delle aspettative ed una conduzione di percorso invidiabile. E' difficilissimo riuscire a mantenere sottocontrollo un evento da 15000 persone-il webmaster-
Da Piazza a Piazza 2008
Volevo ringraziarvi per la meravigliosa organizzazione che avete fornito in questi 2 giornate indimenticabili! E' stata la mia prima "da piazza a piazza", ed e' stata una rivelazione! Non sono una grande camminatrice ed invece ho completato le due giornate in maniera piu' che felice! Ho quindi scoperto che posso trovare la forza fisica e mantale per fare tutto!! Ovviamente senza il vostro supporto, sotto forma di ristori, frecce, segnali lungo il percorso e sorrisi non sarebbe stato possibile!! Grazie!
-Costanza Borsini-
Da Piazza a Piazza 2008
Linda ed io volevamo ringraziarVi per lo splendido fine settimana che abbiamo trascorso sui vostri monti , in particolar modo Alessio per la pazienza e la premura con cui ci ha accolti e per la splendida idea di organizzare per noi "foresti" la pizza venerdì sera che ci ha fatto conoscere alcuni compagni di viaggio con cui abbiamo camminato i due giorni. Grazie di cuore a tutti.
-linda&oscar-
Da Piazza a Piazza 2008
Bellissimi i luoghi attraversati e splendida la manifestazione; complimenti per l'ottima organizzazione. La fatica è stata più che ripagata dall'ambiente e dalla compagnia che mi circondavano. Un ringraziamento particolare lo devo fare a quel gruppo che ho conosciuto soltanto sabato sera a Montepiano; il gruppo che mi ha aiutato e sostenuto per tutta la tappa di ritorno, che sono riusciti a farmi arrivare in fondo nononstante i forti dolori che avevo ad un ginocchio: grazie di cuore a tutti!
-Andrea (...l'ultimo!)-
Da Piazza a Piazza 2008
Anche noi "foresti vicini" (Pisa) vi ringraziamo per questo fine settimana tutto speciale, ci complimentiamo per l'ottima organizzazione e l'entusiasmo con cui ci avete accolti. Un ringraziamento particolare ad Alessio che si e' veramente fatto in quattro per noi "di fuori" e un saluto calorosissimo ai nostri compagni di viaggio.
-Mara e Luciano-
Da Piazza a Piazza 2008
Un grazie di cuore al CAI di Prato gruppo podismo. Grazie a chi ha avuto l'intuizione di racchiudere idealmente con un percorso montano una citta' moderna e proiettata nel futuro come Prato con il suo territorio, la sua storia, i suoi borghi antichi , le sue montagne, il suo fiume. Grazie ad Alessio per la sua grande disponibilita' prima durante e dopo la manifestazione particolarmente con noi venuti da un po' piu' distante. Grazie ai tanti volontari che hanno reso possibile questa splendida iniziativa. Favolosi i ristori. Arrivederci alle prossime edizioni.
-Alfonso-
Da Piazza a Piazza 2008
Sono rimasta male nel sentire che c'è gente che vorrebbe cambiare da piazza a piazza e spero tanto che questo non succeda. Per favore, questa non deve diventare una gita! Quello che mi ha arricchita, anche quest'anno, e' stata la compagnia, la bellezza che mi circondava ma soprattutto quel senso di sacrificio e di fatica che rendono straordinari i traguardi raggiunti. Certo capisco che oggi tutto deve essere facile, semplice ed indolore ma qualcosa deve rimanere a far capire alla gente che l'impegno premia e che allenarsi qualche mese prima aspettando quell'evento ti arricchisce quando poi ce la fai. Il primo anno ho fatto i Cappuccini all'indietro per il dolore alle ginocchia, dopo tre anni e con allenamento ho fatto il ritorno di corsa, ho 50 anni e questo mi ha riempito di gioia. Finchè avrò salute e gambe io ci sarò e vi ringrazio veramente tanto perchè tenete viva una bellissima tradizione della quale sono orgogliosa.
-Carla F.-
Da Piazza a Piazza
Sono passate alcune ore dall’aver portato a termine “una gita nel passato” la XXIV Edizione “Da Piazza a Piazza” tenutasi il 3-4 maggio 2008 a Prato, ed organizzata dallo stesso C.A.I.. E’ un’impresa escursionistica, divisa in due tappe, che ci ha permesso di immergerci completamente in un ambiente naturale e fatto rivivere cenni di storia della seconda guerra mondiale.
Partendo da Como la sera del venerdi’, arriviamo a Prato, località Santa Lucia alle prime ore del sabato mattina. Intorno alle cinque e mezza inizia il via-vai per la preparazione delle iscrizioni e dei furgoni che portano i nostri zaini nei rispettivi luoghi di pernottamento.
La partenza, indicativa, è alle sette. Ritiriamo la nostra iscrizione e con uno zainetto contenente una bottiglietta d’acqua, k-way, maglietta di ricambio, merendine energetiche e cappellino, iniziamo percorrendo una continua salita con brevi tratti di pianura fino ai faggi di Javello, il tragitto di Malaparte, la Tomba di Malaparte , Rifugio la Rasa, la salita fino al Monte Zucca e l'ultima salita (le scalette) fino a raggiunge Montepiano, l’arrivo della prima tappa. Il tutto interrotto da discese e pianure.
Potevamo fermarci a Badia a rinfrescarsi, un paesino che passiamo, a due km prima dall‘arrivo (dove poi dovevamo pernottare), invece, "non stanchi" di aver percorso circa 46 km, timbriamo il cartellino e ripercorriamo i due km.
Incredibile! Cio’ che ha fatto tutta l’organizzazione per permetterci tutte le comodità, in modo da rendere meno pesante l’escursione da portare a termine: all’esterno dell’edificio adibito al pernottamento, avevano preparato un elenco con nominativo e il rispettivo n. di piano; alla porta di ogni camera era riportato il nostro nome; in ogni camera c’era una brandina con materasso, ed alla fine del corridoio il bagno con lavandini e docce calde e, per chi ne avesse avuto bisogno, le coperte al piano terra. Tutto cio’ che era disponibile all’inizio, lo è stato fino all'ultimo concorrente arrivato intorno alle nove di sera.
Tutto questo impegno è probabilmente spiegato dal fatto che sono tutti volontari, non sono quindi “obbligati” a contribuire ad un gruppo al quale fanno parte, ma fanno tutto cio’ con piacere. Proprio per questo non è una gara , ma un bellissimo viaggio.
I ristori erano spettacolari: oltre al the’, acqua, coca-cola, frutta, fette biscottate, biscotti, veniamo attirati da fette di pane con vari affettati freschi, porchetta, dai salamini freschi appesi al filo, uova sode, fette di pane condite con olio-pomodorini a dadini -sale, un piatto di pasta al sugo al mezzogiorno e una bella coppa di macedonia al penultimo ristoro del primo giorno. Non poteva non sorprendere il secondo giorno, che partendo da Montepiano in località Risubbiana, sempre intorno alle sette del mattino e dopo aver fatto la colazione, al primo ristoro approfittiamo del pane cotto a bruschetta con olio e sale e la salsiccia cotta alla brace, il tutto fatto al momento.
Il secondo giorno il percorso, in termini di fatica, è piu’ semplice: presenta salite brevi e discese e pianure piu’ lunghe. Anche il paesaggio si presenta vario: il primo giorno era prettamente boschivo, mentre il secondo giorno immense distese di prato con mucche bianche e pecore al pascolo, e dove abbiamo potuto camminare a poca distanza da cavalli liberi e carinissimi i narcisi. Abbiamo contemplato sia la Valle del Bisenzio che la valle del Mugello.
Scherzando si poteva dire che ad un certo punto sulla montagna eravamo con un piede a Firenze (sinistra), ed uno a Prato. Si vedeva anche Pistoia. Bella l’ultima salita Cantagrilli, ed impegnativa, ma divertente l’infinita discesa La Retaia, corsa “di sasso in sasso a zig-zag”.
Le unghie dei piedi, probabilmente, quando hanno urtato su di un sasso non hanno di certo ringraziato. Fino ad arrivare alla discesa sull’asfalto che porta all’arrivo , per terminare con un rettilineo di 100 m. vicino alla piazza di una Chiesa. Terminati questi circa 35 km ci premiamo con un bel pile rosso e l’attestato di partecipazione. Ci ristoriamo e ci accompagnano al parcheggio della partenza. E' stata una bellissima esperienza. Grazie.(Isabella I.-Oreste D. )
Da Piazza a Piazza 2008
sabato 3 maggio ore 06,00 partenza direzione prato zona santa lucia per la partenza della 24° edizione di "da piazza a piazza" una gita nel passato organizzata perfettamente dal cai di prato.
Gara passeggiata bellissima, percorso complessivo delle due tappe circa 83 km con dislivello complessivo di 2400 metri tutto per sentieri immerso nella natura.
partenza ore 07,00 subito una salita corribile passiamo dai 100 metri fino hai 529, un attimo di respiro breve e poi via la prima vera salita per arrivare ai faggi di javello ben 931 metri per poi arrivare al primo mitico ristoro (non per noi che corriamo ma per tutti i camminatori) a base di pane con lardo salsiccia prosciutto e salame per finire vino bianco e rosso, per furtuna anche qualche banana, ripartiamo con una leggera discesa e poi su fino al monte bucciana 1209mt salita ripidissima non si poteva nemmeno camminare arriviamo in cima dopo aver percorso circa meta' gara iniziamo di nuovo a scendere per arrivare alla rasa 1001 mt. e li altro mega ristoro, piu' che ristoro proprio un ristorante, penne al pomodoro aglio alio e peperoncino solo olio panini vari e come sempre del vino, pausa di 5 minuti dopo avere bevuto un po' di the timbrato il controllo e firmato pure i registro di gara decido di ripartire un lunga discesa pericolosa in mezzo alle foglie con il riscio di non vedere nemmeno dove mettera i piedi arrivndo ,per poi risalire fino al monta zucca 1139 mt., continuo sali e scendi arrivo al terzo ristoro tabernacolo di gavigno 968 mt. dove trovo gli amici fabrizio e annapaola che mi offrono di tutto anzi di piu' dalla porchetta al pecorino tutti gli affattati adolcini vari ,decido pero di non appesantirmi troppo bavendo un po' di coca cola mangiando della frutta ,piccolo riposo di altri 5 minuti saluto e mi imbatto per l'ultima vera salita le scalette ,una salita rocciosa difficile quasi camminare per percorere circa 3 km oltre mezzora ma con molta fatica sulle gambe arrivo in cima 1186 mt. il panorama mi appaga di tutta la fatica fatta fino a quel punto, da li in poi una leggera discesa fino ad arrivare all'ultimo ristoro al piu' famosa, arriva la macedonia delle donnine del cai, che spettacolo buonissima un po' di the e via bello carico riparto correndo ancora per circa 30 minuti,arrivo a monte piano altezza 700 mt. con un tempo di 6ore e 56 minuti arrivando 16esimo percorrendo 48 km, contento della mia prestazione firmo il registro aspetto mia moglie che arriva per portarmi a casa (la notte avevo lavorato). Torno a casa dormo bene per poi arrivare alla domenica mattina ore 5.30 sveglia vado a prato dove prendo l'autobus che mi riporta a monte piano partenza ore sette per la seconda tappa circa 35km ,molto piu' semplici con piu' discesa dopo circa 10km il primo ristoro con salsicce vino fettunta e via di nuovo dei posti bellissimi mucche allo stato brado con vitelli cavalli selvaggi la natura libera nemmeno una machina che bellezza ,corro e cammino le salite impegnative ,dopo circa 25 km trovo il ristoro e li chi trovo vanni sua moglie foto saluti (ringrazio vanni di avermi fatto fare una telefonata )bere e via fino all'arrivo una lunghissima discesa da non potere nemmeno correre comunque arrivo molto sodisfatto anche oggi arrivando 15esimo con un tenpo di 4ore e 35 minuti avendo percorso circa 35 km.
Questa e stata la gara piu' dura in assoluto he io abbi mai fatta proprio un bel test per il mio passatore-Samuel-
Da Piazza a Piazza - 2009
Ciao a tutti,
Apro subito dicendo che questo è un auspicio al Kappadocio. Per la "sua Da Piazza a Piazza" a Prato gli ingredienti ci sono tutti. Non è stata una gara ma potrebbe tranquillamente diventarla. Posti stupendi (sentieri GEA) persone disponibili e competenti. Simpatia tutta toscana e ristori da favola (vi prego non togliete le salsicce e la porchetta :D ). Ma lasciate anche le bruschette con i pomodorini, le torte di marmellata, i formaggi e la mortadella, le fave (una novità per integrare sali minerali) e poi ....la macedonia!!!!
Km e Km di SOLO bosco dove sabato abbiamo percorso la prima tappa di quasi 40 km e domenica la seconda di 35 circa, due tappe completamente diverse. Misteriosa e profondamente "boscosa" la prima, praticamente tutta in salita, con bellissimi pascoli e strade forestali la seconda. Panorami mozzafiato, altezze tutte appenniniche con massimo 1200 metri circa, caro Kappadocio hai fatto una vittima. Mi sono innamorato della DPAP ed il prossimo anno vengo con tutti gli amici e ti mangio le amate salsicce :twisted: .
Un grazie anche al grandissimo Federico, sempre gentile, disponibile e competente nel gestire 540 iscritti !!!! BRAVI BRAVI BRAVI. Per la gara, se avete intenzione di portarla alla luce, date un'occhio al calendario e poi il gioco è fatto, grande l'organizzazione del CAI Prato.
Ottime le postazioni dei ristori (tempistica di percorrenza perfetta tra un ristoro e l'altro, anche nella seconda giornata) tienici informati, perchè se la fate come gara mica me la perdo!!!
E se non la fate come gara....non me la perdo lo stesso. Un Saluto per Vincenzo del Ventasso che andava veramente troppo forte per me :o e non sono riuscito a salutarlo all'arrivo e tutti gli Spiritelli che hanno popolato le due giornate di stupendo e vero TRAIL.
A presto!!!
-Elio Piccoli (Helyos)-Mi ritrovo molto in quello che ha scritto Helyos e per quanto mi riguarda la DPAP è stata una bella festa.
A chi, come me, piace camminare in montagna a stretto contatto con la natura non può che essersi divertito.
Se a ciò aggiungi la disponibilità degli organizzatori (in primis te, per quanto mi riguarda), la gentilezza delle persone ai vari ristori, la bontà dei ristori, le chiacchere e le risate durante il percorso, la bellezza dei paesaggi, la fortuna di aver trovato due giornate bellissime...beh non puoi che salture la DPAP2009 dicendo: "Ci vediamo nel 2010, sperando che tu rimanga non competitiva".
Ciao
-Elisabetta-
Ciao kappadocio,
al ritorno da Prato porto nella mia testa e nello spirito una 2 giorni favolosa, percorso stupendo il primo giorno con tanta ombra e tratti dove si poteva correre bene, nel secondo giorno tanto sole ma percorso piu' nervoso come saliscendi ma egualmente stupendo dal lato paesaggistico e dal lato organizzativo.
Che dire dei ristori, ogni parola penso sia insufficente a elogiare chi ha tanto lavorato con passione e altruismo cosa che oggi giorno vediamo sempre meno.
Sono stato piacevolmente stupito nell'accostare la frase "una corsa d'altri tempi" poiche' abituati ai ristori piu' tecnici del giorno d'oggi, vedere pane e salsiccia, pane e pomodorini , pane e porchetta mortadella ,formaggio, sopressa, minestrone, macedonia, un buon bichiere di vino che da si alla testa ma diciamocelo fa tano bene allo spirito.
Ti dico sinceramente che alla partenza avevo un po' il magone poiche' io che sono capo gruppo alpino non ero a Latina con i miei commilitoni per la nostra adunata nazionale, ma domenica mattina quando ho incontrato il Sindaco al monumento ai caduti con il quale ho potuto farmi una foto con lui nella sua veste ufficiale, ecco allora penso e credo che se ho mancato a Latina ho onorato i tanti morti nella mia veste di alpino che porta dentro la memoria dei vecchi che sono andati avanti.
Questa manifestazione puo' entrare a pieni voti nel circuito dei treil a livello nazionale, certo c'e' da lavorare parecchio per tenere in ballo una 2 giorni, ma credo che le soddisfazioni non manchino poiche' avete tutti i numeri per essere ricordati negli annali del podismo.
Un cenno di ringraziamento e di saluto lo mando all'amico Il Mago con il quale ho avuto il piacere di correre piu' di meta' gara che con la sua tecnologia di gps mi teneva sempre al corrente su cosa ci aspettava nel proseguio di percorso.
Ti prego fai sapere alle signore e ai signori dei ristori quanto siano stati bravi, gentili e accoglienti in tutti i sensi.
GRAZIE DI CUORE.
-Diego 56-
le parole di helyos rispecchiano pienamente quelle che sono state le mie sensazioni in questo weekend
era la prima volta che partecipavo a questa manifestazione e devo dire che ha superato tutte le mie aspettative! malgrado la vicinanza a zone densamente popolate, il percorso ti dà sempre la sensazione di essere in luoghi selvaggi, tra boschi incantati e praterie sommitali da cui la vista spazia verso lontane montagne innevate e dove l'incontro con cavalli selvaggi e mucche al pascolo è quasi sempre assicurato e molto gradito. per quanto riguarda i ristori ci vorrebbero ore per descrivere tutto il ben di dio che veniva offerto dai sempre simpatici e disponibili volontari.
un grande ringraziamento a TUTTI coloro che hanno reso possibile questo!
grande kappadocio.....sei il campione del mondo dei mangiatori di salsicce :mrgreen: ed ora capisco anche il perchè :lol: :lol:
-UomoPatagonico-
purtroppo io mi sono rotto il primo giorno e non ho potuto nemmeno raggiungere Pian della Rasa, però la prima parte è stata veramente emozionante e visto che andavo relativamente forte per i miei standard sono contento!
Ho visto solo i primi 3 ristori, quindi commento solo che trovarsi pane e salsiccia, formaggio, uova sode, pancetta affumicata al 17° rendendo la fatica più piacevole!!! Per tutti i competitivi, chi vi dice che io e il kappa non si stia già tramando qualcosa per voi??? Ma tutto deve restare assolutamente TOP SECRET!!!
grande KAPPADOCIO, come al solito dimostri a tutti che con il tuo entusiasmo e la tua passione riesci a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone e sempre più contente!!! Bravo, bravo, bravo, insieme ovviamente a tutti i "caini" che ti hanno dato una mano!
-Marco Michelini-Raramente ho GODUTO così tanto nel correre come l'altro giorno. Scoprire poi di avere sotto casa una manifestazione così FAVOLOSA mi ha fatto solo mangiare le mani per non averla scoperta prima. Tutto bellissimo, organizzatissimo, eccezionalissimo. Devo continuare? Grazie a te Alessio per averla fatta conoscere - mi spiace di non averti visto anche solo per farti i miei complimenti di persona. Occhio che il prossimo anno avrai 1000 partecipanti :D
Passo oltre:
- grazie ai miei due compagni di corsa nella seconda metà, trovati per caso perchè avevano sbagliato strada come me, che mi ero fatto fuorviare dalla traccia del Kappadocio (dopo la Rasa noi abbiam proseguito sul sentiero dei carbonai fino alla strada in asfalto) , non eravamo gli unici ad aver errato
- comunque tanti bei spiritelli trail, bravi tutti. così come bravi i tanti camminatori , mi immagino che gli ultimi saranni arrivati al tramonto
- l'idea originale di farla tutta in un giorno era fattibile. ma avevo sottovaluto il gran dislivello nella prima parte, coi primi 10Km veramente devastanti. mi spiace che Luca non sia potuto venire, ma mi sa che non avremmo completato il ritorno. Un giorno ci proverò, partendo presto e per precauzione munito di frontale
- avevo detto basta con gli elogi ma non posso non ri-elogiare le macedonia-girls. potrei uccidere per un bicchiere di quella delizia degli dei
- mio report completo e un paio di foto - tra cui quella coi miei compari di corsa- sul mio blog
-Il_Mago-
Cari amici e amiche trailer e non,vengo da due giorni fantastici,passati in posti bellissimi,pieni di storia e di storie,ma sopratutto pieni di bella gente (le donne macedonia a dir poco squisite) che con passione,amore organizza una bellissima corsa,che poi è una camminata,in un angolo di Appennino Pratese!Quindi ben sapendo che c'è ancora tutta una stagione davanti vi dico solo che,per l'anno prossimo avete già un obbiettivo:da piazza a piazza...........tra di noi c'è un grande personaggio che è tra gli organizzatori, è quel bischero di Alessio Kappadocio,rompetegli pure le scatole,lui ne sarà felice......................
Ciao e buona corsa a tutti
-Massimo Massignan-Per quanto riguarda la manifestazione credo di poter dire che e' stata la piu' bella e appagante che abbia mai fatto in dieci anni che corro e te lo dico in tutta franchezza e non perche' parlo con uno di quelli che la organizzano.
La segnaletica e' stata sistemata in modo pressoche' perfetto, i ristori avevano di tutto, voi dell'organizzazione siete stati sempre gentilissimi e soprattutto le zone che si attraversano sono meravigliose (detto da chi corre solo dove si sale o si scende e in pianura non va mai e' ancora piu' importante).
E poi il pregio piu' grande di "Da piazza a piazza" e' che non si guarda l'orologio, in quanto metterci mezz'ora in piu' o in meno non significa proprio niente, alla faccia di chi la domenica non fa altro che parlare di tempi...........
Un saluto.
-Paolo Galli-Vi ringraziamo ancora delle due splendide giornate che ci avete fatto trascorrere con Voi. Un abbraccio a tutti ed un saluto particolare ad Alessio.
-linda&oscar-
Notturna Prato-Bocca di Rio 2008
Era la prima volta che partecipavo con il gruppo del Cai a questa stupenda camminata.
E' stata un'esperienza unica ed indimenticabile sia per il percorso che è estremamente suggestivo dall'inizio alla fine, sia per l'atmosfera amichevole che si è venuta a creare fra tutti i partecipanti, ma soprattutto per il ricordo ancora vivo e, su quei sentieri sempre presente, dell'amico Piero.
Un grazie particolare a tutti coloro che hanno partecipato con tanto entusiasmo e passione a questa 'magica' passeggiata notturna.Un grande ringraziamento anche a quanti hanno organizzato in maniera perfetta ogni piccolo particolare dalla ottima colazione all'arrivo, all'autobus per il ritorno, al momento di preghiera.
Credo che Piero sarebbe stato veramente contento di vederci così numerosi ed entusiasti percorrere i 'suoi' sentieri sotto uno splendido cielo stellato... ma forse da una di quelle stelle ci ha visto e ci ha guidato e per il prossimo anno aspetta di vederci ancora più numerosi per augurarci buon cammino.-Vincenzo-
Notturna Prato-Bocca di Rio 2008
Come vice ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla notturna Prato-Bocca di Rio e che con pazienza e spirito di sacrificio sono arrivati al santuario. Personalmente era la prima volta ma insieme ad un agguerrito gruppetto di podisti scatenati l'abbiamo coperta tutta correndo. Il fascino della notte ci ha coinvolto ed amalgamato alla natura circostante che ricordavo nelle belle passeggiate diurne, come in "DA PIAZZA A PIAZZA", ma è il caso di dirlo "MA LA NOTTE Sì". Credo che l'esperimento di Alessio sia riuscito appieno e che questa manifestazione la si possa inserire nel prossimo calendario. A tutti un forte saluto e buone vacanze fino al 1° settembre con "DA SPONDA A SPONDA"
-Federico Castagnoli-
PORCARI 17-02-2008
Considerato che di ritorno da questa corsa ho distrutto la mia povera macchinina e che, quasi sicuramente, l'assicurazione non mi riconoscerà più del 50% del danno trattandosi di una stradina di campagna senza segnaletica orizzontale, sarebbe oltremodo comprensibile se facessi una recensione non proprio positiva dell'evento.
Però devo ammettere che nonostante le disavventure e le migliaia di euro che perderò (speriamo di no) sono contento di aver partecipato a questa manifestazione.
Il clima che si respira è eccezionale con migliaia di persone da ogni dove compreso un gruppo podistico della Valle d'Aosta. Appena si raggiunge il punto di partenza non passa certo inosservata la quantità di gente che sosta nei vari stands allestiti per l'occasione. Si può comprare abbigliamento podistico ma non mancano neanche le bancarelle con dolci e sculture fatte a mane ed intarsiate nel legno.
Ahimè non ho molto tempo per fermarmi a guardarle perchè, nonostante i diversi itinerari proposti (si passa da 3 a 25 km) devo rispettare la mia tabella di avvicinamento a Roma che prevede 34 km ad una "media" di 5.00 min/km. Così parto dalla piazza di ritrovo e mi avvio verso la statale da cui provenivo e, con un anello di 4 km torno alla lina di partenza. <Buona distanza> penso tra me e me in quanto, sommati ai 2 della corsa ed un ulteriore anello da 4 mi porteranno sicuramente in prossimità dell'obiettivo odierno.
A questo punto però parto per i 25 km. Mentre proseguo per le belle strade di campagna continuo a pensare che l'Ermini, per quante buone qualità abbia, non è una macchina di precisione quando si parla di percorsi. Mi aveva accennato qualche giorno prima che la corsa si svolgeva interamente su terreno ed al massimo ci sarebbero stati 500 mt di asfalto. Ancora adesso ringrazio la mia poca fiducia nelle sue scarse capacità memoniche che mi hanno portato ad usare le mizuno anzichè scarpe da trail.
Il percorso è un continuo saliscendi e la fatica si fa sentire non c'è dubbio ma il fiume di gente che trovo lungo la strada non mi porta mai a demordere.
Alcune salite sono veramente impegnative ma i ristori posizionati in modo quanto mai strategico lungo il percorso mi aiutano notevolmente. E proprio a questi ristori voglio dedicare qualche breve riga. Non avevo mai visto un ristoro per cani ma adesso non lo potrò più dire. Accanto ad un tavolone dove alle 8 del mattino (!!!!!!!!) cuocevano uova al bacon vi era un piccolo ristoro con croccantini e altre prelibatezze.
Resto piacevolmente colpito da questo ristoro come anche da quello che ho trovato più avanti con frutta e dolci su cui catapultarsi per riprendere le energie prima del tratto di strata romana che percorre i boschi della zona. Ma sicuramente i due ristori più belli restano quello di Montecarlo e Palazzo Rosso: il primo aveva un'unica specialità ma chiunque ami il benessere in tutte l sue forme non poteva saltare quel tavolone pieno di pane, olio e fagioli (la morte di ogni podista ^_^) mentre il secondo, accanto a della buona cioccolata calda pronta per l'occasione aveva un angolo sicuramente caro agli amanti di bacco con Vin Santo e grappa... non avevo più parole!
Ma la corsa è ancora lunga e, dopo brevissime soste per gustare questo ben di Dio, mi avvio verso la parte conclusiva. Ormai mancavano pochi km e tra me e me dicevo <dopo tutta sta roba sarebbe il colmo trovassi anche un caffè>. Ed eccolo lì, quasi fosse un miraggio, superate un paio di curve mi troo davanti agli occhi una caffettiera gigante che fa da introduzione al ristoro a base di cialde, caffè e panna... la tentazione è grande ma la tabella incombe e così, per evitare di passare 10 min dietro un albero per l'effetto caffè passo oltre gustando solo un po' di panna.
Ormai manca veramente poco e non potevo aspettarmi niente di più gradito, un angolo che per quelli come me che amano fotografare ogni cosa, mi è rimasta impressa ed indelebile: una vista mozzafiato sulla valle con il campanile della chiesa di porcari a far da cornice. Anno prossimo come non potrei portare la macchina fotografica?
ed infine sono arrivato alla fine di questa corsa ma non della mia tabella quindi prima di fermarmi mi armo di pazienza e compio un altro anello da 4 km nella piana del paese.
Alla fine saranno 32,400 mt secondo il GPS perchè la corsa era 24,500 mt però la soddisfazione di fare finalmente una corsa con tante salite e discese è incommensurabile.
Certo avrei preferito non concludere la giornata stando tutto il pomeriggio in ospedale dopo il brutto incidente ma l'importante è che possa essere davanti a questo monitor a scrivere e raccontare un'altra bella corsa a cui ho partecipato.
-il webmaster-
Pesticciata biancogialla
Sono settimane ormai che quelli del CAI mi parlano di questa corsa e di quanto sia bella. A questo punto mi son detto: perchè non provarla?
Prima di tutto nasceva il problema di quale fare dato che di percorsi ce n'è da benedire e santificare (km 35/25/18/12/6/3) e considerato che vengo dalla Cortina-Dobbiaco e la settimana prossima andrò a fare una sky running sulle Orobie ho pensato di evitare di distrubbermi completamente e di optare per la 25.Arrivo alle 8:15 (partenza libera fissata tra le 8 e le 8:30) e, come ahimè è triste tradizione della tre-provincie, sono già andati via tutti da più di mezzora. Pago i miei 2 euro popolari di iscrizione, prendo il cartellino e mi avvio. Per ora la corsa non è cominciata nei migliori dei modi perchè alla partenza non avevano neanche gli spilli (anche questa sembra essere una triste consuetudine dato che anche a Porcari mancavano) ma, memore del bellissimo percorso vissuto in provincia di Lucca mi aspetto anche qui di poter dimenticare velocemente questi piccoli disappunti...
ed infatti!!!
i primi 3,5 km si sviluppano quasi tutti in piano attraversando argini di torrente, campi a vigneto e brevi tratti asfaltati. Anche se siamo solo all'inizio si può comunque assaporare un ambiente tipico da campagna fiorentina.
La salita comunque non tarda ad arrivare e, seguendo la morfologia tipica della zona, si sviluppa con grandi strappi che in breve salgono di 50/100 mt. A questo punto lo scenario cambia e si può cominciare a godere di un panorama degno di poesia puntando lo sguardo verso vecchi casolari abbandonati o stupende mulattiere in ombra grazie alla folta vegetazione.
i ristori sono posizionati in modo quanto mai strategico a distanze di circa 4-5 km l'uno dall'altro. Lungo il tratto che separa questi importanti punti di rifornimento il tracciato non accenna a perdere la propria caratteristica con brevi strappi intorno al 7-10% sia in salita che discesa... e penso alla gara di domenica prossima e di quanto sia utile per me una corsa come questa dove abituare il muscolo ai forti dislivelli con brevi ripetute.
Mentre corro mi accorgo di una cosa che mi ha lasciato estremamente colpito: gli organizzatori si erano occupati di tagliare l'erba tutto lungo il percorso per permettere ai podisti e marciatori di seguire i giusti attraversamenti. Non è una cosa tanto comune ahimè e quindi merita una menzione.
Il tempo scorre e neanche me ne accorgo da quanto resto affascianto dal panorama e così, arrivato al ristoro del 13esimo km mi trovo a dover vivere un momento di dispiacere interiore: davanti a me c'è il bivio per i cartelli che segnano 25 e 35 km. Che fare? andare per i 35 spinto dal piacevolissimo percorso o preservarmi in vista di domenica. Per una volta decido che la testa deve prevalere sul cuore e non mi spingo oltre, passo la testa sotto la doccia installata per l'occasione dall'organizzazione, e riparto, in discesa, verso l'arrivo.
Obiettivamente i successivi 2 km non sono molto belli anche perchè tutti su asfalto e quasi rimpiango di non aver tirato dritto per continuare a correre in mezzo ai sentieri. Ma fortunatamente non passa molto prima di tornare nuovamente ad immergersi nella vegetazione e qui affrontare una salita che, per quanto breve, stava mietendo numerose vittime tra i podisti grazie alla sua pendenza dell'ordine del 13%.
In vetta alla salita però ci attende un nuovo ristoro, anch'esso ricco di tutto il necessario, dai biscotti alla frutta, dall'acqua al thè. Di integratori neanche se ne parla perchè non è una corsa competitiva anche se sinceramente ho visto gente che sfrecciava manco fosse ad un gran premio (e di questi metà aveva appena fatto il Passatore)
Da questo momento le strade della 18 della 25 e della 35 si riuniscono per affrontare insieme l'ultimo pezzo. Una bella discesa, un noioso ma breve tratto di asfalto e poi la tremenda salita che porta a San Miniato Alto. Ammetto che quella salita è stata durissima anche per me tant'è che l'ho camminata per quasi metà tempo ma quando poi si arriva in vetta e persone vestite in abiti medioevali ti accolgono per rifocillarti non puoi che ringraziare e riempirti nuovamente il cuore per affrontare le successive difficoltà.
Un rapido passaggio sotto un'altra doccia appositamente installata e via verso l'ultimo tratto che porta, attraversando la "via del tartufo" all'arrivo. Il sole è alto e fortunatamente il tempo è stato clemente tant'è che mi sono anche abbronzato un po'. Giunti al punto di partenza il GPS segnava 26 km in 2h e 35 min!!
Potrei interrompere il mio racconto qui ma sarebbe ingiusto tralasciare il ristoro all'arrivo dove si poteva trovare di tutto manco fosse un pasta party, lo spazio dedicato ai massaggi (GRATIS) e, a 3 km dall'arrivo, il meraviglioso ristoro del flinstones, quattro stupendi ragazzi vestiti come i celebri begnamini dei cartoni animati che animavano la sosta dei partecipanti mentre si rifocillavano (mi hanno anche rifilato coca e rum facendomela passare per coca cola ^__^)
morale della favola: DA RIFARE ANCHE ANNO PROSSIMO MA QUESTA VOLTA SCEGLIENDO I 35 KM (che in realtà sono 36) almeno mi becco anche l'attestato di partecipazione
e mi sembra importante aggiungere anche un'altra cosa: nonostante non si raggiungano quote elevatissime (massimo i 215 mt slm) in 26 km di corsa mi sono fatto quasi +700/-700 mt di dislivello. Non male veramente!!!
31° MARCIA DEI GIGANTI
Pur conoscendo molto bene quelle zone è la prima volta che mi trovo a fare la Marcia dei Giganti. Inizialmente curata dal C.A.I. di Prato e completamente immersa nei sentieri è stata poi lasciata al C.A.I. di Pistoia che l'ha mantenuta grande negli anni pur cambiando il percorso.
Non credo ci siano molte parole per descrivere la bellezza del paesaggio nei primi 6 km. Basta immergersi dentro, protetti dalla fitta vegetazione per capire quanto sia azzeccato il nome che è stato dato a questa zona: La Foresta dell'Acquerino
Non so come sono stati i percorsi da 5/14 ma quello da 20 ha regalato molte emozioni soprattutto quanto, giunti in quota, si corre su sentiero di pendio cullati dal lieve fruscio delle foglie sotto i tuoi piedi.
Sfortunatamente il caldo si è fatto sentire pesantemente soprattutto sul breve tratto di asfalto (circa 3 km) ma i ristori e la cordialità dei volontari è stata una nota piacevolissima.
Poi il cuore non può che riempirsi di un gran calore quando arrivi ad incrociare il sentiero GEA, un percorso tanto ricco di storia che unisce in una linea ideale la Liguria con le lontane terre del sud. Ma prima di immergersi in questo sentiero non si può lasciare lo sguardo a terra perchè, dalla terrazza naturale davanti a te, vedi la Piana di Pistoia e in lontananza il Montalbano.
E poi, prima della discesa finale butti lo sguardo a Nord per vedere il rifugio Pacini ed il Monte Bucciana di cui conservo così tanti ricordi.
Ultima nota, per me estremamente positiva, è la discesa finale prima di arrivare sull'ultimo km di asfalto che ha messo a dura prova le articolazioni e l'aderenza delle mie mizuno presentando molti tratti umidi e un po' scivolosi.
Giunto all'arrivo ero quasi stregato dal ristoro e volevo fermarmi un po' a riposare mentre dalla fonte sgorgava continua acqua fresca. il GPS segnava 20.230 mt con 900 mt di dislivello positivo e 900 mt negativo
...ma, visto che questo era l'ultimo lungo prima del Ventasso, sono tornato sui miei passi fino al punto panoramico che volge verso il Rifugio Pacini. Qui ho aspettato la mia ragazza e suo padre e siamo tornati all'arrivo.
Bella manifestazione davvero con un pacco gara degno delle aspettative
Grazie al CAI di Pistoia che ha mantenuto vivo questo evento una volta gestito dalla mia sezione
-Il Webmaster-
Podisti ed Inverno
Sono le 9 del mattino
ed il sole non accenna ad uscire
Il vento è tagliente sul viso di tutto
ed il freddo di questo inverno ci attanaglia...... infine la pistola spara ed io sono lì
insieme a tantissimi altri che come me
si alzano la Domenica mattina e partono
si alzano la Domenica mattina e corronoil traguardo è soltanto un vago pensiero
per ora l'importante è il calore che mi pervade
il tepore che riesce a lenire anche l'inverno
il mio corpo che si riscaldala corsa è ancora lunga ma il tempo scorre
inesorabile come semprela sensazione di gelo non c'è più
ma al suo posto arriva la fatica
ed ora il traguardo diventa il primo pensiero
da raggiungere con tutte le mie forzeQuanto manca?
la più classica delle domande
finchè non lo intravedi
dopo una, due o più ore di corsaIl Freddo non c'è più
la Fatica è svanita
anche le Domande cessano
e rimane solo la soddisfazione
Prato, 11/09/2007
Sono lieto di comunicare a tutti i podisti che grazie alla vostra generosità, a quella della famiglia Giacomelli, del sig. Lamberto Lenzi e dei suoi collaboratori di “Pappa e Ciccia, la VII edizione del “Da sponda a Sponda” memorial Roberto Giacomelli ha chiuso il bilancio con un attivo di euro 1.004,00 (millequattro).
L’intero importo è stato devoluto all’A.I.M.a.C – Associazione Italiana Malati di Cancro parenti e amici. Grazie a tutti voi e arrivederci all’anno prossimo.
Il presidente
Gruppo Podistico Cai Prato
Alberto Ermini
Prato, 06/09/2008
A nome del Gruppo Podistico CAI Prato ringrazio tutti i podisti che hanno partecipato VIII edizione del “Da Sponda a Sponda” – VII Memorial Roberto Giacomelli .
Grazie alla vostra generosità sono stati raccolti € 901,00 interamente devoluti ad AIMAC – Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici.
Partecipanti 277. Ha vinto il trofeo Roberto Giacomelli la società Croce D’Oro di Prato con 30 iscritti seguiti da
Podistica Pratese (15)
Futura Prato (14)
Le Lumache (13)
MT Montemurlo (13)
Rodolfo Boschi (13)
29 Martiri (9)
San piero a Ponti (8)
Atletica Porcari (8)Arrivederci alla prossima edizione
Il presidente
Gruppo Podistico Cai Prato
Alberto Ermini
RINGRAZIAMENTI DA PIAZZA A PIAZZA 2008
Vorrei ringraziare tutti i componenti dell'organizzazione che hanno permesso anche quest'anno lo svolgimento della nostra eco-marcia. Da Alessio che cura il nostro sito web vetrina del gruppo podistico, a Foffo grande tracciatore che ha usato 5 km di scodinzoli (le fettucce bianco-rosse) e 500 frecce disseminandoli su alberi e rocce, a Pasquale e consorte della podistica Futura del ristoro al tabernacolo di Gavigno, a Marco coordinatore di tutti i ristori per la loro efficienza e qualità. Alla famiglia Masi agli Aquiputoli ed a Silvano del Campione sempre presente a Valibona. Al nostro presidente Alberto che riporta tutti a casa, senza eccezioni, zoppi compresi. Alle "ragazze della macedonia" che ci rinfrescano con la frutta ed i sorrisi. E poi Beppe cacciatore di sponsor, Enrico presenza importante, Omero, Gastone e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della nostra 24esima edizione. Grazie a Laura senza la quale non avrei potuto ospitare i 42 escursionisti che hanno alloggiato presso la Badia (specie coloro che venivano da lontano) che mi ha aiutato nella preparazione dei letti e della loro assegnazione nome per nome (spero che le docce calde siano state gradite dopo una giornata di fatiche) ed a padre Savino che in fiducia me l'ha concessa.
GRAZIE GRAZIE GRAZIEIl Vicepresidente
Federico Castagnoli
RESOCONTO DA PIAZZA A PIAZZA 2008
Prendete un week-end completamente immersi tra i sentieri dell'appennino tosco-emiliano, la voglia di migliorare il proprio tempo o semplicemente di camminare con macchina fotografica al collo, ristori degni di un re, tanta gente che condivide la tua passione, un po' di storia e una scommessa dal sapore antico, di quel periodo in cui ancora valevano le tradizioni e i detti popolari sembravano legge, ed avrete "Da Piazza a Piazza".
Se poi Sabato 3 e Domenica 4 Maggio 2008 sono due giornate all'insegna del bel tempo non si può che avere una delle più belle edizioni del "Da Piazza a Piazza".
Per me, che sono un organizzatore e ho avuto modo di conoscere a fondo la storia che vive dietro a questa manifestazione, non posso che ricordare con amore tutte le edizioni passate, ma credo che questa resterà sicuramente una delle migliori a livello di clima e di organizzazione.
Poco più di 300 gli iscritti ma in poco più di 200 hanno completato l'intera due giorni. Diversi ritiri, un soccorso in elicottero, tante vesciche e qualche iscritto che prima di partire si è reso conto di non avere l'allenamento giusto... a leggere questi numeri mi viene ancora oggi in mente le parole che mi disse il mitico Masi al ristoro degli acquiputoli un po' di anni fa: Il "Da Piazza a Piazza " non è un evento per pochi ma un evento da pochi!
...e come dargli torto
ma partiamo dall'inizio
L'appuntamento è come sempre alle 7 da Santa Lucia ma qualcuno si è già messo in cammino alle 5:50 con i propri bastoncini e lo zaino in spalla. La maggior parte però, una volta lasciate le borse al servizio trasporto che le porterà a Montepiano, si avviano lungo il sentiero n°10 tra le 6:45 e le 7:15. E' bene ricordare comunque che partire alle 6:00 non è necessariamente un vantaggio soprattutto perchè quasi sicuramente si salta il primo timbro essendo arrivati troppo presto al Malaparte e rischi quindi di non prendere l'attestato finale [nd.r. quest'anno ai miei buoni amici Massimo e Andrea gli è andata fin troppo bene. Se anno prossimo partono alle 4 di notte magari gli regalo la bambolina ^__^]
L'atmosfera è palpabile: vecchi amici che si rincontrano, allegria per coloro che ormai fanno il “Da Piazza a Piazza”da 10 o più anni, adrenalina per i più giovani e paura per chi si accinge per la prima volta a questa manifestazione. La segnaletica è stata impeccabile soprattutto perchè questa 24esima edizione ha visto partire persone che venivano anche da molto lontano (Rieti, Milano, Como, Torino, Bergamo, Bassano del Grappa, Roma, Orvieto etc.) e non si poteva correre il rischio che qualcuno si perdesse [n.d.r. qualcuno ci è riuscito lo stesso].
I ristori, nostro fiore all'occhiello, hanno permesso ai camminatori e ai trail runners di percorrere tutta la tratta senza alcuna difficoltà. Per coloro che andavano un po' di fretta c'era acqua, the e tanta frutta mentre chi ha preferito godersi un po' di più le soste non si è certamente potuto lamentare dovendo scegliere tra finocchiona, salame, prosciutto, porchetta, uova sode, vino, bruschetta all'olio, salsiccia, pasta condita, dolci e tanto altro ben di Dio. Quest'anno all'andata c'è stato anche un nuovo ristoro alla Collina di Schignano, sperimentato per l'occasione, che è stato molto apprezzato. Inutile aggiungere comunque che il ristoro più agognato e amato resta sempre quello gestito dalle simpatiche signore del CAI di Prato che al 35esimo km offre la macedonia più buona di tutta la zona.
Il percorso dell'andata, scaricabile sul sito del gruppo podistico del CAI di Prato insieme a quello del ritorno, è di 40 km esatti per un dislivello positivo di +2401 mt e negativo di -1791 mt. La pioggia dei giorni precedenti e la folta vegetazione hanno fatto vivere una giornata che ha regalato gioia a tutti come era ben visibile sul volto di coloro che per la prima volta partecipavano al “Da Piazza a Piazza”.
La Domenica sveglia all'alba e partenza da Risubbiani alle ore 7. Diverse persone non sono ripartite per affrontare il secondo giorno perchè troppo provate dall'andata ma il numero complessivo dei partecipanti è rimasto pressoché invariato in quanto gli organizzatori danno la possibilità, a chi vuole o non se la sente di affrontare entrambi i giorni, di fare soltanto il ritorno. La scelta di rendere accessibile l'evento anche a coloro che vogliono fare soltanto il secondo giorno si è dimostrata negli anni una scelta felice e anche quest'anno è stata tale. Infatti il ritorno, benché più corto di soli 5 km (in tutto sono 35 km) è ben più lineare; si parla infatti di un dislivello positivo di +1266 mt e negativo di -1900 mt.
All'arrivo tutti i partecipanti si sono dimostrati entusiasti e anche un po' sorpresi nel ritrovarsi un pacco gara di tutto rispetto con una bellissima felpa in pile con il logo della manifestazione e una maglietta ricordo. A chiudere il cerchio vi è la consegna dei diplomi che si è svolta come tutti gli anni il venerdì successivo al Da Piazza a Piazza. Quest’anno c’è stata anche la coppa offerta dalla Regione Toscana che è andata agli “Amici di Mario” che hanno battuto in numero di partecipanti gli altri [n.d.r. il Gruppo Trekking di Montemurlo, nostri grandi amici, si morderà le mani per non aver messo il nome del gruppo su tutti i cartellini ma conoscendoli anno prossimo cercheranno di demolire qualsiasi primato per prendere la coppa del 25esimo]. Per noi che abbiamo organizzato il tutto la gioia più grande resta comunque vedere il sorriso dipinto sui volti, anche molto affaticati, dei partecipanti... un'emozione che mi resterà sempre nel cuore!
A completare questa XXIV edizione non poteva comunque mancare il colpo di scena. Nonostante la perfetta segnaletica qualcuno è riuscito lo stesso a perdersi e si è dovuta mobilitare anche la protezione civile e l'elicottero per riuscire a ritrovarlo. Fortunatamente non ha riportato alcuna ferita ma, come si dice da queste parti: anche questo fa grande Da Piazza a Piazza.
Un Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, vecchi amici e nuove conoscenze. Con molti mi ritroverò nelle ecomaratone e nelle skyrunning a giro per l'Italia ma spero vivamente che ogni anno arrivino sempre nuovi amici ad assaporare il gusto di una manifestazione così bella che rende grandi le lande dove abito.
Ci vediamo a Maggio 2009 a Santa Lucia per vivere insieme una nuova e sicuramente stupenda puntata di questa gita del passato se poi avete tempo o voglia vi aspettiamo anche alla Notturna Prato-Bocca di Rio
UN GRAZIE A VOI TUTTI CHE RENDETE GRANDE QUESTA MANIFESTAZIONE
- il webmaster -
NOTTURNA 2007
Questa è la seconda Notturna che faccio in vita mia. La prima si è svolta solo un mese fà, in occasione della Pistoia-Abetone, con partenza ore 1.00 dal Rifugio Portafranca e arrivo ore 10.00 nel paesino dell'Abetone
In quell'occasione definii l'evento come un'emozione unica, indimenticabile tanto che ne ho raccontato il piacere su una pagina web del mio sito personale. Obiettivamente non capita tutti i giorni di vedere il sole sorgere sull'Adriatico mentre sei in vetta allo Spigolino e poter addirittura vedere il mare da quanto è limpido il cielo.
ma ancora non sapevo cosa mi attendeva appena un mese dopo...
Sarà che questa volta facevo una traversata da organizzatore e non da esterno...
Sarà che i volti di buona parte dei camminatori mi erano noti...
Sarà che ho cominciato a camminare mentre il sole tramontava e ho terminato la mia marcia quando quest'ultimo sorgevafatto sta che è stata una sensazione diversa, molto più intensa!!!
Santa Lucia, Valibona e la vista della piana di Prato da Monte Maggiore sono fotografie indelebili della mia mente.
Camminare su sentieri ormai a me ben noti ma così diversi sotto il riflettore lunare hanno un sapore così dolce.
La Foresta che da Montepiano arriva fino al Santuario di Bocca di Rio ha un silenzio che ancora risuona dentro di me.
Ed infine il meritato riposo, una volta giunti alla Messa in ricordo del Gucci, ha un sentimento che solo l'anima può apprezzare....anche la tristezza per quei pochi che hanno preferito competere con il tempo, piuttosto che assaporare con i più lenti l'atmosfera notturna, ha lasciato un segno, forse meno piacevole, ma sicuramente altrettanto grande dentro di me. Mi ha dato ancora più forza nel capire quanto era particolare ciò che stavo vivendo, che stavo affrontando e come non tutti siano in grado di afferrarlo presi come sono dal tram tram quotidiano. posso dire che quella notte è stata una notte veramente vissuta.
Ed ecco qui questa splendida camminata, questa notte di passione: semplicemente reale nei suoi lati brutti ma anche, e soprattutto, stupenda nei suoi lati belli
-Il Webmaster-
PERCORSO LUNGO (indicativamente 16 km di cui 3 su asfalto):
- Pappa & Ciccia
- Cementizia
- Scalinata
- Poggio Castiglioni
- Strada Asfaltata per breve lunghezza
- deviazione a Sinistra per la Casa Rossa attraverso il "Ring"
- Sentiero n° 20 fino a Casalpiano
- Sentiero n°28
- sentiero non segnato verso sinistra soprannominato "del Cacciatore" fino ad intersezione con il sentiero n° 40
- Carteano-Filettole sul sentiero n° 40
- Cento Pini
- Santa Cristina a Pimonte
- ritorno al Pappa & Ciccia
PERCORSO MEDIO (indicativamente 12 km di cui 2 su asfalto):
- Pappa & Ciccia
- Cementizia
- Scalinata
Poggio Castiglioni- Strada Asfaltata per breve lunghezza
- deviazione a Sinistra per la Casa Rossa attraverso il "Ring"
- Sentiero n° 20 fino a Casalpiano
- Sentiero n°24
- deviazione fino alla Fonte di Rimpolla
- Santa Cristina a Pimonte
- ritorno al Pappa & Ciccia
PERCORSO CORTO (indicativamente 7 km di cui 0.500 su asfalto):
- Pappa & Ciccia
- Cementizia
- Scalinata
Poggio Castiglioni- Strada Asfaltata per breve lunghezza
- deviazione a Sinistra per la Casa Rossa attraverso il Ring"
Sentiero n° 22 fino alla Fonte di Rimpolla- Santa Cristina a Pimonte
- ritorno al Pappa & Ciccia
PERCORSO 2006:
- Partenza da Piazza della Chiesa a Migliana -direzione Schignano
- Si attraversa il paese di Schignano e si prosegue verso Figline di Prato
- Giunti in prossimità del bivio (circa 5° km) con il sentiero CAI n°10 e con la discesa che attraverso tornanti arriva fino a Figline di Prato si gira a destra costeggiando il Ristorante
- Dopo pochissimo l'asfalto lascia il posto ad una mulattiera che prosegue in leggera pendenza fino alla Fattoria di Javello
- Si prosegue tenendo la destra in prossimità della strada sbarrata da catena (circa 10° km)
- Si continua a seguire la mulattiera che prosegue a ritmo costante attraverso tornanti e curve
- Giunti in prossimità del Passo delle Cavallaie si continua dritto (circa 15° km). A destra quindi ci rimane il sentiero n° 10 che risale verso il Monte Javello ed a sinistra un'altra mulattiera che prosegue verso gli Acandoli
- Dopo una breve serie di saliscendi si svolta a sinistra in prossimità del tabernacolo imboccando quindi il sentiero CAI n° 16 (circa 16.5° km)
- Comincia la discesa su sentiero agibile portandoci in poco tempo direttamente all'agriturismo (19° km)
- Arrivo all'agriturismo
CONDIZIONI CLIMATICHE
Sicuramente uno dei fattori più importanti per affrontare i molti km di "Da Piazza a Piazza" è il Tempo Atmosferico. Trattandosi della prima domenica di Maggio solitamente si assiste a vere e proprie giornate di calura che invogliano ancora di più a trascorrere ore e ore all'aria aperta in montagna ma vi sono state anche annate in cui la Pioggia l'ha fatta da padrona.
Gli storici frequentatori della manifestazione ricorderanno sicuramente il 1991 (2 giorni di completo diluvio con tuoni e lampi):
circa 200 iscritti e sole 62 persone (di cui 1 donna) che la completarono. Fu allora che il "Da Piazza a Piazza" fu chiamato per la prima volta "Da Pozza a Pozza".Solitamente però il clima è mite. I rovesci, quando capitano, sono di lieve intensità e si sviluppano a quote importanti (sopra i 1000 mt) dove anche la temperatura può calare.
Ad esempio il 2007 è iniziato sotto l'acqua e si è concluso già il primo giorno con un sole stupendo. Alla partenza del primo giorno la colonnina riportava 9 °C (alle 7 del mattino a 60 mt slm) ed al ristoro della Rasa era scesa a 1 °C (alle 11.30 a 1000 mt slm). Nel pomeriggio però, mentre ci si avvicinava a Montepiano, era già risalita a 13 °C per raggiungere i 25 °C il giorno del ritorno.
Se il 2007 ha visto un inizio piovoso, l'anno prima, la maggior parte delle persone ha completato tutta l'escursione in pantaloncini corti e maglietta con una temperatura che non è mai scesa sotto i 16 °C neanche in quota
ABBIGLIAMENTO
Come abbiamo appena detto il meteo condiziona notevolmente la manifestazione. E' comunque possibile dare qualche suggerimento rivolto principalmente a coloro che intendono camminare anzichè correre la distanza (la maggioranza ovviamente).
Finchè le previsioni promettono sole non ci sono troppe raccomandazioni se non quelle di portarsi dietro un piccolo cambio (calzini e maglietta) oltre ad un cappellino e crema protettiva. Indispensabile anche un po' d'acqua e un paio di merendine
In caso di pioggia invece è necessario pensare alla distanza da percorrere in modo più accurato.
Si consiglia un abbigliamento leggero soprattutto per quanto riguarda gli arti inferiori. In caso di pioggia infatti usare pantaloni lunghi potrebbe proteggervi solo inizialmente per poi diventare un vero ingombro nel momento in cui si dovessero inzuppare completamente. Meglio a quel punto proseguire con un pantaloncino a mezza gamba, scarpe da trekking e ghette vista la lunghezza del percorso.
per quanto riguarda la parte alta del corpo un K-Way (o una mantella in caso di pioggia) può bastare oltre ai soliti indumenti. Sconsiglio l'uso di ombrelli.
Si ricorda che tutto il resto è superfluo lungo il tracciato in quanto i ricambi per la notte e per il giorno dopo, oltre all'eventuale sacco a pelo per chi lo dovesse usare, sono trasportati gratuitamente dal punto di Partenza al punto di Arrivo
IL PERCORSO
Devo prima di tutto fare una premessa: questa introduzione al percorso è rivolta a coloro che intendono affrontare VERAMENTE l'itinerario e non, come ahimè ho visto fare, a coloro che cercano di facilitarsi la vita utilizzando scorciatoie o ancora peggio facendosi lasciare lungo il percorso in punti strategici. Il bello di poter dire "ho fatto Da Piazza a Piazza" è un bene interiore, una soddisfazione personale e non una dimostrazione di superiorità agli altri vantando i 30 minuti in meno impiegati
Come già ribadito chiunque, se di buona costituzione e abituato a camminare, è in grado di affrontare questa avventura. Si tratta solo di saper dosare le energie lungo il percorso.
Il primo giorno è fondamentale per l'economia delle forze e quindi è meglio non abusare. Allo stesso tempo però non è consigliabile andare troppo piano perchè si diminuisce il tempo di recupero per affrontare il viaggio di ritorno.
Volendo dare dei numeri (quanto mai simbolici vista l'oggettività della misura) si potrebbe dire che l'andata andrebbe completata tra le 15.00 e le 17.00 del sabato pomeriggio. Come riferimenti basta prendere i tempi sui ristori che sono pressochè posizionati a 2 ore di cammino tra loro.
Analizzando il percorso va subito fatto presente che dalla partenza fino ai Faggi di Javello (primo ristoro) si percorre una continua salita con brevi tratti di pianura. Questo primo segmento non deve essere sottovalutato in quanto si tratta di un test importante per il proseguo del cammino. Fate attenzione alla salita che vi si presenterà una volta raggiunta la strada asfaltata di Schignano: da quel momento fino al ristoro vi aspetta una progressione che aumenta via via di pendenza culminando con la non certo facile pietraia che raggiunge i Faggi. Ricordatevi che nei pressi della Tomba di Malaparte ci sarà la prima timbratura del cartellino.
Dal ristoro dei Faggi di Javello è un continuo saliscendi fino al secondo ristoro posizionato agli acquiputoli. A quel punto si lascia il sentiero n° 10 per prendere il sentiero G.E.A. (Grande Escursione Appenninica) che con una bella salita iniziale vi porta in uno dei punti boscosi più belli. Da qui fino al Rifugio la Rasa (si timbra nuovamente il cartellino e si firma il registro) potrete gustarvi scenari incantevoli senza troppe difficoltà tecniche.
Lasciata la Rasa ed il ristoro a base di Pasta e buon vino ci si avvia verso la seconda difficile salita, più breve della prima certo ma con molti più km sulle gambe: il Monte Zucca.
Se volete un consiglio prendetevela comoda perchè i tre strappi brevi ma intensi sono in grado di mettere in difficoltà anche i più allenati. Una volta in vetta fermatevi a riprendere fiato e gustarvi una meritata pausa perchè il tragitto è ancora lungo.
Un ottimo ristoro (si timbra) lo trovere poco più tardi al tabernacolo di Gavigno dove potrete riprendere fiato prima di affrontare l'ultima salita del primo giorno (le scalette) e la successiva discesa non troppo impegnativa che vi porterà all'ultimo ristoro (si timbra e si firma il registro) dove vi attende quella che per molti è la più grande benedizione di "Da Piazza a Piazza": la Macedonia d.o.c. delle donnine del CAI. Chi l'ha assaggiata sa di cosa sto parlando credetemi.
NB. subito dopo aver affrontato le scalette il percorso è stato modificato. Chi percorrerà il DPAP per la prima volta non se ne accorgerà neanche ma per gli altri faccio presente che è stato tolto il punto "esposto" che si incontrava. Adesso il sentiero passa sul crinale e non sul costone ma non ci sono possibilità di sbagliarsi perchè la vecchia segnaletica è stata cancellata
Ormai il primo giorno è quasi completato, in un'oretta circa si raggiunge Montepiano dove si timbra il cartellino e si sosta per il meritato riposo. (chi dorme alla badia può decidere di fermarsi direttamente lì dove gli verrà timbrato il cartellino)
La mattina della domenica si parte dal Bar di Montepiano alle 7:00 (si timbra il cartellino). Il percorso è quello del 2009 quindi invece di passare sulla strada asfaltata si attacca direttamente il sentiero che costeggia la chiesa di Montepiano (all'inizio asfaltato ma lo si lascia dopo neanche un km). Vi sono un paio di strappetti interessanti: prendeteli con tranquillità mi raccomando.
Sul ritorno ritengo non vi siano particolari precauzioni da prendere soprattutto perchè il percorso è nettamente minore (circa 35 km) e sicuramente le energie saranno già limitate all'inizio quindi è più difficile fare errori di foga iniziale. La discesa poi aiuta moltissimo oltre ad un panorama che vi permette di scorgere con tranquillità sia la Valle del Bisenzio (alla vostra destra) che la valle del Mugello (alla vostra sinistra e dove, in lontanaza si può vedere anche la Diga di Bilancino). Buona precauzione è portarsi un cappellino parasole o una crema protettiva in caso di giornata serena perchè sarete protetti dagli alberi soltanto sul tratto iniziale.
Il primo ristoro è a Montecuccoli (dove si timbra) e si trova a circa 3 ore di cammino (1 h e 30 min a corsetta) quindi è bene pensare ad una colazione abbondante da consumarsi all'alba prima della partenza.
Lasciato Montecuccoli comincia un continuo saliscendi che può mettere in crisi i più stanchi. Fortunatamente il ristoro successivo è a circa 2 ore di cammino (Passo della Croce) dove si consiglia di riposarsi qualche minuto prima di affrontare la salita che porta al Monte Maggiore. Arrivati lassù si gode di una vista invidiabile e si può finalmente cominciare a contemplare i monti che si ergono di fronte a noi, sull'altro versante della Val di Bisenzio e ripensare al fatto che solo 24 ore prima eravamo proprio lì.
A questo punto vi attende una discesa a cui bisogna porre attenzione per due motivi: prima di tutto non è così banale come sembra vista la stanchezza accumulata e poi si deve fare MOLTISSIMA ATTENZIONE ai segni del CAI in quanto, ad un certo punto, dopo un piccolo laghetto, il sentiero tende a destra contrariamente a quanto porterebbe a pensare lo stradello forestale che si percorre. Ogni anno, nonostante la segnaletica, alcuni (certamente per la stanchezza) sbagliano strada allungando di fatto il sentiero di 3-4 km. Ricordatevi quindi di tenere il sentiero n° 20 che vi porta fino a Valibona. Qui vi attende un altro importante ristoro: i camminatori ci arrivano solitamente intorno all'ora di pranzo.
merita sostare un po' qui prima di affrontare l'ultima salita della manifestazione che, in 30 minuti vi porta in vetta alla prima croce della calvana (Cantagrilli) per poi proseguire fino alla Retaia da cui si gode di una vista meravigliosa su tutta la piana: a sinistra Firenze, davanti a noi Prato e a destra Pistoia. Immancabile ovviamente la vista sul Bisenzio, vero motivo di questa traversata.
A questo punto esiste solo la discesa ma vi consiglio comunque di prestare attenzione perchè come la maggior parte di voi saprà può mettere in crisi le articolazioni se affrontata con leggerezza.
dalla retaia si scende per percorso forzato fino ad un crocivia (lo si riconosce perchè è il primo punto in piano), fare attenzione e seguire la segnaletica che SCENDE verso casa bastone.
Una volta al rifugio di casa batone si prende a sinistra. La strada prosegue sempre in discesa ma fate attenzione alla vostra destra perchè dopo un po' (un quarto d'ora circa a cammino) vi troverete una deviazione sulla destra [troverete comunque le frecce] che lascia la strada principale e attraverso un sentiero chiuso, sassoso e pendente (povere caviglie) vi porta all'asfalto. Di lì a poco comincia la discesa dei cappuccini, l'arrivo in piazza della Pietà e (da quest'anno) si gira a destra su asfalto per altri 500 mt arrivando così al campo da rugby dove ci sono ad aspettarvi docce e ristoro finale (come se non bastasse quello fatto ^__^)
Ma la soddisfazione per aver completato questo evento e la macedonia delle donnine del CAI all'arrivo (si timbra e si consegna il cartellino) sono un premio più grande di qualsiasi sforzo provato in questi due giorni.
COMPLIMENTI... AVETE COMPLETATO "DA PIAZZA A PIAZZA"
UN PO' DI STORIA
Pochi sanno che tra le carte custodite nell’archivio di Francesco di Marco Datini (1930) fu rinvenuto uno scritto che il mercante Pratese inviò da Avignone alla cara Margherita dando precise indicazioni in caso che una piena del Bisenzio rendesse inagibile il ponte Mercatale per poter raggiungere il Podere di Filettole:
“Descritione del cammino che il viandante dee calcare onde recarsi da piazza del Comune sino alla piazza della chiesa di Sancta Maria della Pietade in terra di Prato nella sciagura che le acque del fiume Bisentio in perigliosa quantitade rechino in ruina il ponte acconcio alla porta nomata Del Merchatale”
In base alla puntigliosa descrizione dell’itinerario che Francesco propone, alcuni vecchi studiosi del Cai di Prato tracciarono l’attuale percorso della “Da Piazza a Piazza”.
Per prima avvertenza egli suggeriva di affrontare con “ardito animo” le aspre salite che il camminatore incontrerà sugli aspri gioghi dell’Appennino, segnala come degna di rispetto la salita allo Spazzavento che definisce “atta a formare gamba et mantice del fiato” e quella al Poggio di Javello che pittorescamente definisce “irta di pruno delle lontane Maremme”.
Altra salita impervia la segnala dopo la località “Aque puteolenti” (Gli Acquiputoli), detta dai locali con sottile metafora “Lo Straccalasino”.
Il punto più terrorizzante dell’itinerario egli però lo individua nel “Poggio detto della Zucha” , luogo ove lamenta anche la scomparsa misteriosa di alcuni suoi paggi, che dubita dispersi tra infide boscaglie scure o, peggio ancora, paventandone il rapimento da parte delle chiuse comunità di carbonai di Fossatum (Fossato), o addirittura dei primitivi coloni di Predius Gabinius (Gavigno).
Consiglia, superate le ardite coste del monte di Chiaporatus (probabilmente le Alpe di Cavarzano), di scendere dai buoni Frati della Badia che non mancheranno di fornire una ciotola di “chalda menestra di cicerchia” e della “paglia ben secha onde ristorar le lasse membra”.
Lasciate le frescure di “Monte Piano” suggerisce di rifornirsi copiosamente d’acqua per affrontare la Calvana, “secho monte nomato a guisa del loco onde nostro Salvatore trovò supplizio”, perché da qui fino a Prato non v’è “pur umile gemiticcio d’acqua”.
Riccardo Barni, 3 Marzo 2009
DOVE E' FACILE SBAGLIARE STRADA
VI CONSIGLIO DI LEGGERE ANCHE QUESTO TRAFILETTO
Da Piazza a Piazza è un percorso molto lungo che si snoda quasi interamente per sentieri e, nonostante si percorrano quasi esclusivamente tracciati di crinale, è molto facile imbattersi in sentierini laterali, pratoni o stradelli che possono portare il camminatore o il podista (specialmente quest'ultimo che ha meno tempo visivo per accorgersi di ciò che lo circonda) fuori percorso.
Non credo di riuscire a elencare ogni situazione e ogni punto che potreste incontrare lungo il percorso in quanto ho saputo di persone che sono riuscite a perdersi anche nel centro di Montepiano (ancora non ci credo) ma voglio comunque stilare una breve lista che aiuti chi, per la prima volta, affronta questa stupenda avventura e non voglia trovarsi a telefonare allo STAFF per scoprire in che parte della Valle di Bisenzio sia finito.il primo giorno
1- all'inizio il gruppo procede bene o male abbastanza unito visto che si dovrebbe partire tutti alle 7 ma è bene comunque fare molta attenzione giunti in prossimità del primo spiazzo pianeggiante prossimo ad una strada asfaltata (dopo circa 20 min). Si imbocca la mulattiera di sinistra ma si deve stare attenti alla segnaletica che, dopo poco, verrà lasciata per salire a destra (lato monte). Alle volte i cacciatori lasciano intelligentemente (????) le loro auto parcheggiate lì nascondendo i segnali
2- una volta raggiunta la Tomba di Curzio Malaparte il sentiero scende ripido e dopo un continuo saliscendi raggiunge un nuovo spiazzo che interseca varie stradelle. La nostra strada continua a dritto seguendo la segnaletica della manifestazione
3- una volta raggiunto il Passo degli Acandoli (circa 3 ore di cammino) il sentiero di Da Piazza a Piazza prosegue a dritto continuando per il n°10. In quel punto però la strada inviterebbe a deviare a sinistra verso uno stradello ben più largo. Non abbiate paura perchè in qualsiasi caso le due strade vi porteranno in prossimità del secondo punto di ristoro posto agli Acquiputoli
4- in prossimità del Monte Bucciana fate molta attenzione perchè potrebbe capitare di sbagliare strada andando completamente fuori percorso. Visto che il Monte Bucciana ha bisogno di buona esperienza per essere superato è ormai moltissimi anni che viene evitata l'ascesa e si aggira in destra di versante (quindi la vetta ci rimarrà alla sinistra del nostro sentiero). Per questo sentiero, dopo 10 min, vi ritroverete ad un bivio dove la via vi inviterebbe a continuare dritto mentre il nostro tragitto, comunque segnato, vi farà svoltare a sinistra mantenendovi così alla base del Bucciana. QUESTA DEVIAZIONE PUO' AVERE POCA IMPORTANZA PER I CAMMINATORI MA CHI CORRE E' DIFFICILE VEDA LA DEVIAZIONE A SINISTRA ESSENDO SU UN TRATTO IN LEGGERA DISCESA CHE INVOGLIA A CORRERE. Come ulteriore punto di riferimento tenete presente che in prossimità della deviazione vi è una rete metallica, l'unica presente, messa dalla forestale
5- seguire sempre le indicazioni per La Rasa
6- una volta lasciata La Rasa si deve stare molto attenti a seguire costantemente la segnaletica CAI bianco/rossa direzione Alpe di Cavarzano e Montepiano e i segnali lasciati dall'organizzazione. Dopo circa 20 min che avrete lasciato il rifugio dovreste imbattervi in una mulattiera abbastanza larga. Tenete la visuale sulla sinistra di questo stradello perchè a un certo punto c'è la nostra deviazione che scende invece di salire come la mulattiera
7- a questo punto attraverserete un sentiero che presenta due punti dove è possibile sbagliare strada. Il primo è su una curva dove dovreste intravedere anche una madonnina. Lì dovete piegare a sinistra continuando a scendere e facendo quindi una curva a gomito (se andate dall'altra parte vi troverete a Luicciana e vi assicuro che non è tanto facile tornare indietro ^_^). L'altro punto dove è possibile perdersi è alla fine di questa discesa dove troverete l'attacco per il bastardissimo Monte Zucca. Qualcuno, non accorgendosi della segnaletica verticale, sbaglia strada e continua a scendere. Invece a questo punto c'è solo da farsi il segno della croce e cominciare a salire il maledetto monte
8- questo non è un vero punto dove ci si possa perdere ma è bene sottolineare che alla fine della discesa dell'Alpe di Cavarzano ci si trova di fronte ad una strada ampia, carrabile ma non asfaltata. In questo punto si deve andare a sinistra e continuare sulla strada fino alla deviazione per il ristoro della MITICA macedonia. Da qui è quasi impossibile perdersi fino a Montepiano (dico quasi perchè le vie del signore sono infinite)
il secondo giorno
1- Il percorso è ben segnato sin dall'inizio ma va comunque fatta attenzione a seguire sempre la segnaletica CAI
2- dopo una discesa tutta nel bosco si raggiungerà un ampio campo e con lo sguardo rivolto a sinistra vedrete una casa. Il sentiero passa dalla strada che costeggia la casa ma la vera difficoltà non è lì bensì poco dopo dove si rischia di perdere la strada giusta prendendo un sentiero a destra molto ampio. Si deve sempre seguire la segnaletica CAI e della Manifestazione
3- non ci sono troppi problemi il secondo giorno se non fosse per IL PUNTO PIU' FACILE DOVE PERDERSI. IN CASO DI NEBBIA VI CONSIGLIO DI ASPETTARE A PROSEGUIRE SE NON IN GRUPPO O COMUNQUE CON QUALCHE PERSONA CHE GIA' CONOSCE LA ZONA. Una volta raggiunta la vetta del Monte Maggiore (916 mt con una piccola croce in mezzo ad un immenso pratone) si deve proseguire scendendo in direzione Prato (si vede in lontananza la Piana Fiorentina e le numerose case). Qui bisogna fare estremamente attenzione ad imbroccare il sentiero perchè l'assenza di alberi su un ampio pratone rende difficile segnare il percorso. In linea generale si prosegue verso il basso mantenendosi sullo stradello forestale fino a che non si raggiunge un piccolo laghetto recintato. SUBITO DOPO il laghetto e lo steccato si deve alzare un attimo gli occhi da terra e puntare un traliccio della corrente a destra. Si dovrà seguire quella linea immaginaria per trovare i segnali a terra che individuano la continuazione del sentiero n°20. Da qui proseguite per Valibona.
4- quando state salendo il Cantagrilli (l'ultima salita subito dopo il ristoro de Il Campione), abbiate molto occhio perchè appena lasciata la bassa vegetazione raggiungerete un pratone in salita. A questo punto, in lontananza davanti a voi, vedrete un sentiero che in realtà, se raggiunto, vi farebbe sbagliare strada. Dovete volgere lo sguardo a sinistra per continuare a trovare la segnaletica del CAI un po' sbiadita e comunque difficile da mantenere se non a terra su sassi molto bassi. Cercheremo di segnalare il punto con nastri bianchi e rossi.
5- una volta scesa la Retaia (la stupenda Croce che domina sull'intera Piana Fiorentina) arriverete immediatamente a un piccolo laghetto forse in secca (a seconda del tempo). Lì alla vostra destra c'è una sbarra che chiude un sentiero in discesa. Prendete quello. Lo segnalo perchè dalla Retaia non è assolutamente visibile in quanto nascosto dagli alberi
Con questa noiosa disquisizione vi ho illustrato buona parte dei punti critici ma ricordate sempre che vi conviene prima di tutto verificare che i nastri bianco/rossi non siano più visibili da almeno 10 minuti e a quel punto tornate indietro alla prima deviazione